Vietina, Monti, Valmori: «L’assessore Priolo pensa agli alberi ma i Comuni montani hanno altre priorità»

foresta bosco

Simona Vietina sindaco di Tredozio, Maurizio Monti sindaco di Portico e San Benedetto e Ursula Valmori sindaco di Premilcuore hanno inviato una lettera all’assessore regionale Irene Priolo per la presentazione del progetto “Quattro milioni e mezzo di alberi”.

Abbiamo ricevuto il suo invito alla giornata di presentazione del progetto regionale “Quattro milioni e mezzo di nuovi alberi”. Siamo certi che questa iniziativa è mossa dalle più nobili intenzioni, non ultima quella di “tutelare e valorizzare il paesaggio, accrescere la qualità della vita e rendere più attrattivo il territorio” come si legge nel cortese invito che ci è stato rivolto. Obiettivi ambiziosi che, in linea generale, ci sentiamo di condividere: i Comuni montani della nostra Regione rappresentano luoghi di eccellenza e grande fascino spesso sconosciuti agli stessi abitanti dell’Emilia Romagna e ben vengano, quindi, iniziative che possano promuoverne lo sviluppo, migliorare la qualità della vita di chi ci abita e incentivare il flusso turistico verso destinazioni meno note ma non per questo meno meritevoli di scoperta” spiegano i tre sindaci.

Tuttavia ci sentiamo in dovere, prima della giornata di Bobbio, del prossimo 26 settembre, di invitarla a visitare i nostri Comuni, le nostre colline, i nostri territori affinché possa toccare con mano le reali priorità imprescindibili affinché le nostre comunità continuino a esistere e si arresti il costante spopolamento affiancato all’emorragia di imprese e attività produttive che caratterizza i Comuni montani. Perché gli alberi sono una buona idea, non lo mettiamo in dubbio, ma crediamo che debbano essere prima incentivati i servizi: nei Comuni montani la posta viene consegnata a giorni alterni e le banche chiudono e costringono i nostri concittadini a fare decine di km per effettuare una semplice operazione allo sportello. Non va meglio sul fronte, ad esempio, della rete fognaria e degli acquedotti: gli interventi di ampliamento della rete e i nuovi allacci non vengono neppure calendarizzati da Atesir perché troppo costosi rispetto al numero di residenti di tante piccole frazioni. Ma il risultato, quando la natura decide di colpire i nostri territori, diventa disastroso, come nel caso dell’alluvione del 2014” precisano Vietina, Monti e Valmori.

Prima degli alberi, che pure sono un intervento importante, crediamo dovrebbe essere affrontato anche il tema delle infrastrutture: dalle strade provinciali che, spesso trascurate, si sono trasformate in vere e proprie “strade bianche”, a quelle digitali che, attualmente inadeguate, rendono difficile sia la sopravvivenza delle attività produttive che lo sviluppo di nuova imprenditorialità (settore che, peraltro, avrebbe davvero bisogno di una profonda defiscalizzazione e un concreto piano di rilancio regionale). La montagna, spettabile assessore, ha bisogno di molte cose per continuare a sopravvivere. Ci venga a trovare, tocchi con mano la nostra quotidianità e le sfide che i nostri territori, i nostri concittadini e noi come amministratori affrontiamo quotidianamente. Sediamoci a un tavolo, stabiliamo le priorità e gli interventi urgenti. Poi parleremo anche di alberi” concludono i tre sindaci.

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