Rinasce il Polo Diagnostico di Villa Serena dopo l’alluvione

Villa-Serena

Questa mattina il Gruppo OPF ha presentato il Polo Diagnostico di Villa Serena, completamente rinnovato ad appena 4 mesi dall’alluvione del 16 maggio scorso. Macchinari ad alta tecnologia irrimediabilmente danneggiati, ambulatori, box e ambienti di servizio allagati, impianti compromessi, muri ed arredo da sostituire: per la storica casa di cura forlivese il bilancio dell’alluvione è stato pesante, e ha determinato la sospensione per diverse settimane dell’attività di diagnostica per immagini, che ogni anno eroga più di 50mila prestazioni. Per il gruppo OPF, l’impatto economico e finanziario della catastrofe naturale che ha colpito la Romagna è stato quantificato in oltre 4 milioni di Euro; da considerarsi anche l’inattività forzata e la conseguente necessità di trasferire alcuni servizi nelle altre strutture sanitarie del Gruppo, a partire da Villa Igea.

Oggi il nuovo Polo Diagnostico di Villa Serena è un centro di eccellenza, scelto da una delle principali case produttrici internazionali di tecnologie come punto di riferimento nazionale. È un luogo di diagnosi e cura, fortemente innovativo e caratterizzato da un approccio che mette al centro l’utente e il suo coinvolgimento attivo nel percorso di cura.
Il rinnovato servizio di diagnostica per immagini dispone di una nuova apparecchiatura per Risonanza Magnetica Nucleare ad alto campo (1,5 tesla) con magnete superconduttivo ultracompatto per applicazioni total body che si avvale di una tecnologia basata su intelligenza artificiale per effettuare scansioni ad alta precisione di qualsiasi distretto del corpo.

Magnetom Altea rappresenta lo stato dell’arte anche in termini di comfort per l’utente, grazie ad un’elevata ergonomia del lettino, una più intensa luminosità, la sensazione di una maggiore apertura del sistema, vibrazioni ed effetti acustici molto attenuati: tutti elementi che consentono di svolgere con tranquillità l’esame anche ai soggetti che avvertono disagio negli spazi chiusi.
La nuova TC128 strati consente di compiere studi dinamici, vascolari e ricostruzioni in 3D con immagini di elevata qualità dei comparti articolari e muscolari, dell’addome, del torace e per lo studio angiografico e cardiografico. Consente di diminuire fino all’80% l’emissione radiante grazie ad una precisa mappatura del paziente e la conseguente modulazione della dose di RX emessa. A questo si associa una maggiore efficienza nell’esecuzione dell’esame, che può avere una durata complessiva di circa 5 minuti.

Sempre in ottica di una ridotta emissione di raggi X (inferiore di 12 volte rispetto a quella utilizzata per una TC di vecchia generazione) agisce la nuova TC Cone Beam, strumento destinato a scansioni panoramiche ad altissima definizione di ossa e denti, che trova applicazione in odontostomatologia.
La nuova dotazione include anche apparecchiature radiografiche, a partire da un dispositivo telecomandato che può operare in modalità fluoroscopica oltre che radiografica e che, potendo abbassarsi fino a soli 40 cm da terra, risulta agevole anche per gli utenti in carrozzina. Un secondo apparecchio è invece pensile, adatto anche alle indagini per pazienti allettati. Entrambi sono dotati di pannelli digitali e cristalli sensibili che riducono la dose di raggi X emessa ed elaborano immagini ad alta precisione direttamente in modalità digitale. Grazie a questi innesti, due sono gli obiettivi che si vorrebbero raggiungere: una maggior umanizzazione delle cure e il rilascio tempestivo delle immagini e del referto.

Completano la nuova dotazione strumentale del Polo Diagnostico alcune apparecchiature radiografiche native digitali, che permettono una scansione veloce e una riduzione di dose di raggi x emessa; due ecografi digitali di ultima generazione e l’RX mobile utilizzabile in supporto all’attività in reparto.

Un primo ringraziamento – afferma il dottor Cosimo Frassineti presidente del Gruppo OPF – va alle maestranze e alle aziende che hanno fatto gli straordinari per permetterci di ridurre al minimo la sospensione dei servizi agli utenti e il disagio per coloro che sono stati costretti a recarsi in altri ambulatori o strutture per effettuare le prestazioni. Uno sguardo colmo di riconoscenza e di gratitudine va a tutti i nostri collaboratori, medici, infermieri, al personale socio-sanitario e a quello degli uffici, che si sono rimboccati le maniche per permetterci di superare tutti insieme le straordinarie difficoltà in cui ci siamo trovati”.

Le spese e gli investimenti sono stati sostenuti senza poter contare, almeno fino ad ora, su contributi economici o ristori da parte dello Stato, ma facendo ricorso all’iniziativa degli imprenditori, come accaduto a tante imprese, di Forlì e non solo.
A guardare al percorso in salita oramai alle spalle ed a rivolgere lo sguardo verso il futuro c’erano, innanzitutto, i soci dello storico gruppo sanitario forlivese che nel 2020, altro anno tristemente significativo, ha compiuto i suoi primi 70 anni. Accanto a loro il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini; l’assessore alle Politiche per l’impresa del Comune di Forlì Paola Casara; l’assessore al Bilancio del Comune di Forlì Vittorio Cicognani; il direttore generale Ausl Romagna Tiziano Carradori; il direttore del Presidio ospedaliero di Forlì Giorgio Martelli e il vescovo di Forlì-Bertinoro Livio Corazza. Ad accogliere gli ospiti il presidente del Gruppo OPF Cosimo Frassineti, il direttore sanitario di Villa Serena Davide Dell’Amore e il direttore amministrativo del Gruppo Stefano Foschi.
Nonostante la forzata sospensione di alcune attività ed il conseguente rallentamento per far fronte ai danni provocati dall’alluvione, il Gruppo OPF si appresta a chiudere il 2023 con oltre 240.000 prestazioni erogate e più di 8.000 interventi chirurgici.

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