Sanità pubblica. Bonaccini: «Un povero ha lo stesso di diritto a curarsi di un ricco»

Stefano Bonaccini

Oltre 300 persone hanno seguito l’incontro organizzato dal PD Forlivese e dal Gruppo Consiliare PD di Forlì dal titolo “Salviamo la sanità pubblica. Diritto alla salute, medicina del territorio e futuro dei servizi socio-sanitari” che si è tenuto al circolo Arci Ronco lunedì scorso.
L’Emilia-Romagna risulta da anni ai vertici delle classifiche per qualità dei servizi sanitari e socio-sanitari – ha sottolineato nelle sue conclusioni il Presidente della Regione Stefano Bonaccinie vengono a curarsi da tutta Italia nella nostra Regione. Questo è sicuramente motivo di vanto, ma anche fonte di preoccupazione perché la tutela della salute è un diritto universale e non può dipendere da dove risiedi o dal reddito. Un povero ha lo stesso diritto di curarsi di un ricco”.

Come hanno evidenziato i relatori nei loro interventi, gli alti standard della sanità pubblica regionale non devono però farci dimenticare che siamo di fronte ad un mondo in continua evoluzione per opportunità offerte ma anche per esigenze e bisogni della popolazione. “Il Covid ci ha insegnato che per il futuro non conteranno più solo i grandi ospedali, che dovranno essere sempre più specializzati – commenta Bonaccini –. Quello che farà la differenza nella qualità della vita e della cura sarà la medicina territoriale, attraverso la realizzazione delle case di comunità, che in Emilia-Romagna sono già 130, un quarto del totale italiano, e ne abbiamo altre 90 da finanziare con il Pnrr. La riforma dei CAU, Centri di Assistenza e Urgenza che stiamo aprendo in tutta la regione, in questi casi si verrà presi in cura da strutture aperte 7 giorni su 7, va proprio in questa direzione. Bisogna investire anche sull’assistenza domiciliare per fare in modo di ricorrere agli ospedali solo quando è strettamente necessario: nella nostra regione è già il doppio della media italiana, tra i primi al mondo insieme a Germania e Svezia, e può essere potenziata con il ricorso alla telemedicina”.

Al tema delle risorse finanziarie il presidente Bonaccini ha dedicato un approfondimento. “Come Conferenza delle Regioni avevamo presentato al Ministro Schillaci la scorsa estate la richiesta di stanziamenti per il FSN per 4 miliardi per il 2023 e altrettanti per il 2024. Con la finanziaria ne hanno previsti solo 3 nel 2024: ne mancano 5. Chi sarà più penalizzato non sarà chi ha un’alta quota di sanità privata, ma chi, come l’Emilia-Romagna, ha investito in sanità pubblica perché non avrà sufficienti risorse per garantire i servizi e per assumere nuovi professionisti, che sempre più si indirizzano a strutture private. Nel Pnrr erano previsti 20 miliardi di euro per il comparto sanità, una cifra che non si era mai vista e non vedremo mai più, ma il governo ha deciso di tagliarne 8”.

Non servono i proclami della Presidente del Consiglio che rivendica di aver stanziato la cifra più alta per il FSN in termini assoluti, perché con l’inflazione al 12% il valore reale è molto più basso: quello che conta è che in rapporto al PIL calerà nel 2026 al 6,1% e diventeremo fanalino di coda in Europa. Il taglio del cuneo fiscale di 10 miliardi andrebbe raddoppiato per finanziare anche la rivalutazione delle retribuzione per personale della sanità, risorse preziose che invece sono state destinate alla iniqua flat tax e che potrebbe essere reperite con una seria lotta all’evasione fiscale al posto di 14 condoni approvati.”

Ed è proprio in merito alla scarsità del personale sanitario che Stefano Bonaccini ha anticipato che incontrerà i Rettori delle Università della Regione per affrontare il tema del coinvolgimento degli specializzandi nelle attività del servizio del sistema sanitario pubblico e per rivalutare la necessità del numero chiuso nell’accesso alla facoltà di medicina. Bonaccini ha ricordato che la tutela della salute sia una priorità del Partito Democratico, come dimostra il fatto che la segretaria Elly Schlein l’ha messa al centro della manifestazione che si è tenuta a Roma lo scorso 11 novembre. “Discutere di sanità pubblica ci permette di andare a parlare con qualsiasi italiano perché non possiamo mettere in discussione la certezza di curare te e la tua famiglia. Non vogliamo vivere in un Paese in cui la disponibilità a curarsi dipende dal conto in banca”.

“Continueremo a stare tra le persone, a parlare di ciò che più da vicino tocca le loro vite, a studiare e proporre soluzioni e idee, contro chi vuole privatizzare, escludere, privarci di diritti fondamentali. Così costruiremo un’alternativa credibile alle destre” ha concluso la segretaria dem di Forlì Gessica Allegni.

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