Nulla di nuovo nei quartieri forlivesi

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Alle elezioni dei nuovi comitati dei quartieri forlivesi un piccolo progresso, giusto un misero passettino avanti nell’affluenza alle urne: dal 6,71% del 2021 all’8,21% di ieri con appena 8.158 votanti. Uno stratosferico incremento dell’1,57%, poco più di 8 forlivesi al voto ogni 100 aventi diritto; un risultato con il sapore di tanta oligocrazia vincente sulla democrazia, il trionfo di una minoranza su una vasta “maggioranza silenziosa” che se n’è fottuta di un inutile ludo cartaceo, perché delusa di tante chiacchiere e tanti annunci, prevalenti sulla concretezza dei fatti.

Pare profilarsi un equilibrio tra eletti, prossimi al centrodestra, ed eletti, vicini al centrosinistra. Incontestabili, sembrano il trionfo e la leadership di Stefano Valmori al quartiere Romiti, pure con la conferma dei suoi familiari: salda, dunque, la guida nelle mani della dynasty romitiana. Altrettanto soddisfatto il desiderio che qualche amore coniugale fosse confermato da un comune impegno politico, magari con la discesa in campo della sposina, ora eletta e che, nel suo caso, può dire come davvero in questo lunedì il suo “bongiorno” si veda dal mattino.

Per il resto, nessuna novità: se prima era zuppa, ora sarà pan bagnato, si tirerà a campare. Ancora qualche giorno, poi taceranno le comari petulanti, si riassopiranno gli animi accesi e permalosi, sperando che in ogni quartiere fioriscano solo rose e fiori, sempre con trasparenza ed equità. A tutti gli eletti auguri di buon lavoro e complimenti.

Franco D’Emilio

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