Tutto documentato. Ieri 20 gennaio, a Galeata, proprio all’inizio di via IV Novembre, nella duplice area di parcheggio davanti alla chiesa, area riservata esclusivamente alle operazioni di carico e scarico delle merci, attorno alle ore 10,45 parcheggiava abusivamente un’auto di marchio nordeuropeo, fra l’altro tanto funebre nel suo colore e volume. Un’evidente violazione del codice della strada, quindi sanzionabile con un’immancabile multa, ancora di più perché irrispettosa del lavoro degli autotrasportatori per la consegna di forniture si negozianti del piacevole paese appenninico della Romagna toscana.
Sostare, senza averne diritto, in un’area di carico e scarico significa, infatti, soltanto fottersene di tutti e di tutto. Fin qui, parrebbe solamente l’ennesima notizia sull’indisciplina di automobilisti villani, spudoratamente noncuranti di segnaletica stradale e prescrizioni di legge. Invece, l’accaduto di ieri a Galeata, come incontestabilmente documentato, va ben oltre poiché coinvolge la gentile signora Elisa Deo, ex sindaca e tanto altro dello stesso Comune di Galeata.
Per anni, da sindaca, ha giustamente ammonito, rampognato i cittadini galeatesi sulla necessità di parcheggiare in modo opportuno e rispettoso della normativa stradale, però adesso, forse ancora persuasa nostalgicamente di possedere il fascino del classico adagio “lei non sa chi sono stata io”, l’ex prima cittadina di Galeata beffa i concittadini, parcheggiando malamente contro legge per la pretesa di fare comodamente i fatti propri, magari la spesa giornaliera.
È la conferma come spesso chi predica bene pretenda di razzolare male a tutela del personale tornaconto; è la conferma di una condotta contraddittoria, arrogante e menefreghista, impensabile in chi con una trascorsa responsabilità di pubblico amministratore elettivo; è la conferma di un’inesorabile, inarrestabile caduta di stile, inconciliabile con il garbo di una signora che fosse veramente elegante ed educata.
Franco D’Emilio