Largo ai giovani, l’appello di Mattarella tradito da mamma Rai

Marco Liorni

Ieri sera, al solito, il tradizionale pistolotto di fine anno, ormai alla sua ultra settennale recita tra le mura sicure della parrocchietta quirinalizia, di nonno Sergio, nostro amato e quasi monarchico regnante Presidente della Repubblica. Con un giusto richiamo e appello ai nostri giovani l’inschiodabile Capo dello Stato ha chiuso la sua taumaturgica apparizione istituzionale.

Sempre in piedi nell’inquietante fissità di statua da museo delle cere, la mano destra a sorreggere la sinistra, nella metafora mattarelliana della sempre ardua mediazione tra il centrodestra meloniano di governo e il campo largo della sinistra d’opposizione, incerto alberghetto a 5 stelle. Come sempre, un messaggio di scontata pacatezza, davvero assecondante la “prima digestio in ore” del sansilvestrino cotechino con le lenticchie: parole sagge di un pluriottuagenario che ha chiuso l’anno vecchio ed ha aperto quello nuovo, pensando ai giovani italiani, sicuramente suoi nipoti e, pure, pronipoti, insomma Largo ai giovani!

Largo ai giovani? In realtà, nel suo attesissimo e, come sempre, trito spettacolo di fine anno, dal banalissimo titolo “L’anno che verrà” di memoria dalliana, la Rai ha disatteso, ignorato, fatto carta straccia del dichiarato auspicio presidenziale di un maggior ruolo della nostra gioventù. “L’anno che verrà” si è sicuramente rivelato un grande spettacolo di mummie di successo ovvero di artisti, inossidabili nelle loro molto senili corde vocali, che mamma Rai ha riportato in pista con un suo novello “Alzati, Lazzaro, e cammina!”

Altro che Largo ai giovani e capisco pure chi dinanzi a tanto vasta, senile esibizione abbia fatto debiti scongiuri a tutela del futuro, soprattutto dello spazio a favore dei giovani: Orietta Berti 82 anni, Cristiano Malgioglio 80 anni, Patty Pravo 77 anni, Massimo Ranieri 74 anni, Ivan Cattaneo 72 anni, questo il mirabile cast d’artisti che ha contraddetto l’augurio mattarelliano a favore dell’italica gioventù. Finché la barca va, lasciamola andare, possiamo imbarcarci pure il redivivo ed eccentrico Ivan Cattaneo con il suo “amarcord” di vecchi successi, grottescamente sabotati.

Solo un brivido al riascolto della inconfondibile voce in falsetto del giovane 55enne Nick Luciani dei Cugini di Campagna, ancora con il loro storico leader Ivano Micheli, 73 anni tondi tondi. Un doppio brivido eccitato alla riapparizione di Rosanna Fratello, 74 anni, già audace nella sua canzone “Sono una donna, non sono una santa” del 1971, poi, con giusta coerenza, stuzzichevolmente nuda sulla copertina dell’edizione italiana di Playboy. Dunque, soltanto un Largo ai vecchi lo spettacolo di fine anno di mamma Rai, amaro bavaglio alle buone parole di nonno Sergio.

Franco D’Emilio

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