Illuso è colui che nutre vane, ostinate speranze, spesso confidando che la realtà sia più rosea di quanto miserevolmente appare nella sua concreta pochezza. Alcuni illusi sono davvero testardi, tenacemente non s’arrendono mai all’idea di morire disperati per le loro malriposte speranze, per questo gli illusi mi fanno tenerezza, li comprendo, ma solo fino ad un ragionevole punto di intendimento della loro caparbietà.
L’illusione si alimenta di tanta perseveranza, ma se quest’ultima risulta concretamente infondata, beh, allora, la perseveranza diventa un madornale errore, come da sempre ammonisce la celebre massima latina “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”. Protagonisti, seppur ammirevoli, di tanta illusione sono, ad esempio, quanti a Predappio e nell’immediata Romagna forlivese insistono a reclamare dalla scialba amministrazione predappiese di centrodestra segnali di fattivo, ripeto fattivo, sostegno e pungolo alla tutela, al recupero del patrimonio culturale, architettonico locale.
A Predappio, ostinati illusi non solo confidano ancora cocciutamente che si risolva il restauro della ex Casa del Fascio, ma, addirittura, non paghi di tanto inutile, vergognoso “menare il can per l’aia” su questo edificio della monumentalità fascista, negli ultimi tempi hanno rincarato la propria inclinazione ad illudersi, persino impegnandosi sul recupero dei miseri resti della trascorsa Aeronautica Caproni. Poveri illusi, così ostinati a lavare la testa all’asino, insomma a sprecare tempo e parole per spronare ad agire l’attuale Amministrazione di centrodestra, da quasi sette anni con deludente mediocrità alla guida del Comune di Predappio.
A Predappio, ostinati, pur se meritevoli, illusi non s’arrendono all’idea di dialogare con una giunta sorda e cieca, dedita ad un silenzio veramente imbarazzante sul tema del recupero del proprio patrimonio architettonico; a Predappio, testardi illusi non vogliono riconoscere quanto l’attuale giunta volga altrove lo sguardo, ogni qualvolta le si chieda conto di cosa fatto sinora o quanto nei suoi propositi futuri in materia di politica e tutela del patrimonio culturale.
A Predappio, cocciuti illusi non si rassegnano ad una giunta di centrodestra che tira solo a campare, certamente sicura solamente la cosiddetta “indennità di carica” che, comunque, corre, magari provvidenziale per chi senz’arte né parte; a Predappio, irriducibili illusi chiedono chiarezza, aggiornamento sullo stato delle cose all’ex Casa del Fascio e alla ex Caproni, nonostante l’amministrazione locale si sia rivelata ampiamente incapace persino di un minimo controllo sugli iniziali lavori di recupero del centrale edificio del PNF, tanto da finire beffata dal coinvolgimento in una inattesa vertenza giudiziaria.
Perché mai illudersi ancora di chi pesta solo fuffa nel suo mortaio? Perché mai confidare che si scuota chi solo a rimorchio di iniziative altrui, soprattutto della regione e vari ministeri, evitando, così, un ruolo ed una responsabilità dirette? Perché mai sperare che l’odierna lungimiranza culturale predappiese possa andare oltre la proposta di una recente buffonata cartonata o la solita, pedissequa, acritica “mostriciattola copia e incolla”? Perché mai illudersi che a Predappio finisca pure l’arrendevolezza dell’opposizione di centrosinistra, finora ostinata solo a mirare il dito e mai la luna?
Franco D’Emilio