Simone Zanchini e Matteo Paggi concludono “Artusi Jazz 2026 Inverno”

Fabbrica delle Candele a Forlì

Martedì 6 gennaio giornata conclusiva di “Artusi Jazz 2026 Inverno” con un doppio concerto e una masterclass in due sedi. Alle ore 11,00 alla Chiesa dei Servi di Forlimpopoli Simone Zanchini con “Solo”.

Simone Zanchini è tra i più interessanti e innovativi fisarmonicisti attuali: virtuoso, curioso dei linguaggi e delle loro contaminazioni, percorre i territori della musica, dalla classica al jazz, dal colto alla tradizione, alla sperimentazione contemporanea con un senso dell’improvvisazione che si nutre della complessità e ricchezza delle sue esperienze. In ambito classico collabora coi Solisti dell’Orchestra della Scala (dal 1999), mentre in ambito contemporaneo si esibisce in solo e con musicisti di differenti estrazioni musicali, come in duo con Gabriele Mirabassi (“Un ballo con la luna”, 2023) o Antonello Salis. Vanta collaborazioni con Thomas Clausen, Gianluigi Trovesi, Javier Girotto, Marco Tamburini, Paolo Fresu, Han Bennink, Giovanni Tommaso, Andrea Dulbecco, Frank Marocco (“Be Bop Buffet”, 2006). Dei suoi album sono da citare “Casadei Secondo me” (2014), “Don’t try this anywhere” (con John Patitucci, Adam Nussbaum, Ratko Zjaka, Stefano Bedetti, 2016), “Nino” (dedicato a Nino Rota, con la Hr Frankfurt Radio Big Band, 2018).

Ore 15,00-16,30 alla Fabbrica delle Candele di Forlì “Masterclass” con Matteo Paggi. Come nasce, cresce e si sviluppa un’improvvisazione attraverso il metodo Words, ideato e brevettato da Matteo Paggi in collaborazione con Cosa Scuola. Alle ore 18,00 sempre alla Fabbrica delle Candele di Forlì Matteo Paggi “Giraffe”.

Matteo Paggi, trombonista, compositore, con una voce, un timbro e un linguaggio personale, perfezionatosi al Conservatorio di Amsterdam, è un artista poliedrico. Fin dall’inizio della sua carriera ha esplorato con curiosità e studio differenti tipi di musica e stili, dalla classica al jazz, all’elettronica, alla musica contemporanea, tutti ambiti in cui è attivo. Fa parte del quintetto di Enrico Rava (“The Fearless Five”) ed è leader del progetto “Giraffe” (vincitore dell’“I-Jazz 2025 prize”), in cui esprime tutta la sua capacità compositiva e sperimentale, libera e “ben scritta”.

“Giraffe” fonda le sue radici in un progetto col quale Paggi ha realizzato un metodo dell’improvvisazione e dell’instant composing chiamato “Words”. Nel 2024 ha vinto nella categoria “Nuovo Talento” il Top Jazz della rivista Musica Jazz. Fra le sue collaborazioni sono da citare quelle con Joe Lovano, Dianne Reeves, Peter Washington, Ethan Iverson, Lewis Nash, Fabrizio Bosso, Giovanni Sollima. Con lui sul palco della Fabbrica suonerà un gruppo di giovani talentuosi musicisti: Lorenzo Simoni, sax alto, Vittorio Solimene, piano, Andrea Grossi, contrabbasso, Andrea Carta, batteria.

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