Un solo funzionario per la Protezione Civile di 14 Comuni del Forlivese

veicolo della Protezione civile

Incredibile, un solo funzionario del Comune di Forlì, recentemente supportato da un collaboratore, deve occuparsi e provvedere alla Protezione Civile sia del suo territorio che di quello di altri 14 Comuni dell’Unione dei Comuni forlivesi. Non dubito della competenza professionale e della buona volontà dei due addetti, ma sinceramente mi sembra che un risicato organico di soltanto due unità a tutela della Protezione Civile di tanti Comuni sia un irresponsabile azzardo.

Tutto questo significa che attualmente l’Amministrazione comunale investe veramente poco o nulla nella spesa per la Protezione Civile, i cui piani risultano, fra l’altro, obsoleti, incompleti, persino gravemente dimentichi di piani per l’emergenza sismica, quella ferroviaria e quella aerea, pur in presenza di un aeroporto alla periferia di Forlì. Diciamolo pure: una Protezione Civile colabrodo che fa prudere le mani dalla voglia di menare in giro qualche sonoro scapaccione.

Tutto è affidato ad un’unità operativa stringata, dotata di sola esperienza nel campo della geologia e dell’informatica, un po’ pochino e davvero stiracchiato per dire che la Protezione Civile forlivese sia in buone mani. Molto meglio sarebbe, pur ristretto, un vero gruppo operativo, diversificato su compiti ben ripartiti. Invece, si va avanti così, alla carlona. Facciamo i debiti scongiuri, che Dio ce la mandi buona, anche se non può dirsi che esista una “Forlì che brilla” in tema di protezione civile.

Franco D’Emilio

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