Non abbiamo fatto in tempo a salutare l’abbandono della Lega da parte di Daniele Mezzacapo, per il quale si sono già attivati i soccorsi dopo averne perse le tracce che lo davano voltagabbana verso gli orizzonti futuristi del pari banderuola generale Vannacci, che già dobbiamo ingoiare l’ennesima pastiglia per il reflusso esofageo, a seguito della costituzione in Consiglio Comunale a Forlì dell’inedito gruppo PRI-Lega, grazie alla giravolta della consigliera Alessandra Ascari Raccagni, dalla lista “La civica-Forlì cambia” al Carroccio.
Tutto resta tra le mura dello scalcinato centrodestra forlivese col vantaggio che i panni sporchi ancora si possano lavare o perlomeno si cerchi di lavarli in famiglia, prima di stenderne il bucato sotto gli occhi cittadini. Finalmente, rispettate le pari opportunità con questo passaggio di tanta autorevole presenza femminile, leggiadro ed equivalente pendant di altrettanti trasformismi del solito patriarcato politico della nostra città. Di nuovo in tre i leghisti, consiglieri comunali a Forlì, annuncia con appiccicoso, ma soddisfatto sollucchero l’onorevole Jacopo Morrone, quasi si fossero ricostituiti i Tre Moschettieri di Dumas o si fosse replicata la formazione a tre dei Ricchi e Poveri”, due uomini e l’immancabile brunetta, quest’ultima ora nella persona di Alessandra Ascari Raccagni.
I tre cantanti, originali e unici, restano grandi protagonisti, artisti della musica italiana e internazionale; il terzetto leghista Ascari, Bentivogli, Catalano lascia il tempo che trova, solo una nuova formazione tattica, che nulla toglie o aggiunge complessivamente all’attuale maggioranza di centrodestra, ma può porla, però, sotto ricatto dell’eventuale sfiducia leghista, a meno che, il lupo perde il pelo, ma non il vizio, … non sopraggiunga la provvidenziale toppa di un rimpasto di giunta, ovviamente a favore del Carroccio.
Con l’Ascari Raccagni il repubblicanesimo romagnolo diventa sempre più un pallone che rimbalza di qua e di là, anche malamente, perché miseramente sgonfio della propria, trascorsa, illustre tradizione politica e, ancora di più, perché sgonfio del rigore, dell’avvedutezza, dell’obiettività d’analisi, da sempre paradigma del buon liberalismo democratico dei repubblicani. Contenta la signora con la sua coscienza politica! Un duplice consiglio all’onorevole Morrone, subito prodigo di motivazioni giustificative della grande scelta, politicamente strategica, della consigliera repubblicana al pesto leghista.
Innanzitutto, lasci in pace gli esponenti repubblicani scomparsi, non li strumentalizzi per significare una continuità tra un passato, forse nobile, ed un presente, invece, sicuramente grigio e opaco, perché mediocremente ondivago. Poi, “Cala, cala Trinchetto!” non s’illuda di vendere fumo per arrosto con la dichiarazione che quello adesso tra PRI e Lega sia “un patto programmatico che nasce dal comune obiettivo della tutela del territorio forlivese e dei suoi abitanti e della difesa di valori di cui sono portatrici le due forze politiche.” Suvvia, onorevole, ci risparmi simili, tronfie baggianate!