Joe Sanders “Parallels” all’Enoteca Bistrot Colonna

Joe Sanders Quartet

Si conclude la rassegna “Inverno – Primavera” della 12° edizione del dai de jazz Club. Domenica 29 marzo all’Enoteca Bistrot Colonna di Bertinoro alle ore 14,30 Joe Sanders “Parallels”, Joe Sanders (contrabbasso), Plume (sax alto), Seamus Blake (sax tenore), Greg Hutchinson (batteria).

Joe Sanders è un bassista talentuoso, polistrumentista e compositore, dotato di grande espressività, con una versatilità che lo porta a spaziare su un pentagramma in cui dialogano il jazz, il sentire del blues, il samba e il groove afro-latino, la musica classica. Trasferitosi di recente in Francia, ha collaborato con tanti artisti di spicco, quali Herbie Hancock, Charles Lloyd, Roy Hargrove, Ben Wendel, Joshua Redman, Kendrick Scott, Gerald Clayton, Nasheet Waits, Logan Richardson, dando spessore alla sua reputazione come sideman e qualità al suo percorso artistico. Nel frattempo, si è affermato come bandleader: “Introducing Joe Sanders” (2011) è stato il suo debutto discografico, a cui nel 2017 è seguito “Humanity”, che ha riscosso grande apprezzamento da parte del pubblico e della critica. “Parallels” (2024) è l’album che meglio ne rappresenta la maturità artistica: in quest’opera si fondono introspezione meditativa e virtuosismo. Il titolo è un manifesto della poetica di Sanders: un invito a vivere la musica come un insieme di corrispondenze, di mondi contigui che si osservano e riconoscono, un sottile equilibrio tra tradizione e libertà espressiva, tra purezza del suono e complessità dell’esperienza umana, innervata di spiritualità.

Plume, sax alto, musicista talentuoso, attivo fra New York e Parigi, dove vive, ha condiviso il palco con la nuova generazione di musicisti jazz: Christian Scott, Walter Smith III, Ambrose Akinmusire, Jason Palmer, Warren Wolf, Jaleel Shaw. Il suo modo di suonare è animato da un’urgenza genuina, con un innato desiderio di migliorarsi, con determinazione e concentrazione. “Holding on” (2022) è la sua più recente incisione.

Seamus Blake, sassofono tenore, compositore, residente a New York, è una sorgente di idee, aperto agli sviluppi musicali contemporanei, ma profondamente radicato nella storia del jazz. Dotato di una tecnica magistrale, coniuga grande sensibilità, sapienza espressiva e fantasia improvvisativa. Nel 2002 ha vinto il Th. Monk International Saxophone Competition. Ha collaborato e inciso con Victor Lewis, Billy Drummond, David Kikoski, John Scofield, Kurt Rosenwinkel, la Mingus Big Band, Mark Turner, Dave Douglas, Jorge Rossy, ma anche Kevin Hays, Larry Grenadier, Bill Stewart e Alex Sipiagin. Numerosi sono gli album a suo nome, l’ultimo è “EH!” (2026), un tributo a Eddie Harris.

Greg Hutchinson, batterista, di Brooklyn, vive in Italia da tempo. La sua formazione ha radici nel jazz, ma anche nel soul e nel funk: Hutchinson dice che all’inizio la sua concezione musicale si è formata seguendo il drumming di Philly Joe Jones, ma al contempo un’altra fonte di ispirazione per lui è stata Charlie Parker, perché con la sua batteria voleva “cantare” come il sax di Parker. Ha suonato con numerosissimi artisti, fra i quali Aaron Goldberg, Joe Henderson, Dianne Reeves, Betty Carter, Christian McBride, Ray Brown, Joshua Redman, Peter Bernstein, Nicholas Payton, Jimmy Smith, John Patitucci, Michael Brecker. Con Nils Wülker, Aaron Parks, Linda May Han Ho ha appena inciso “Zuversicht” (2026).

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