Questa mattina si è svolta nella sede della Fondazione Cardiologica Myriam Zito Sacco di P.zza Fratelli Ruffini 6, la cerimonia di consegna del premio alla ricerca cardiologica, intitolato al primo Presidente della Fondazione stessa, Franco Rusticali. La Fondazione Cardiologica Sacco, fondata nel 1984, ha in questi 40 anni svolto un’importante azione di sostegno alla comunità cittadina, promuovendo la salute cardiovascolare con iniziative pubbliche ed interventi mirati a diffondere la cultura della prevenzione cardiovascolare e a favorire l’adozione di corretti stili di vita.
Oltre al sostegno all’attività della Cardiologia dell’Ospedale Morgagni (contribuisce alla formazione di specializzandi in cardiologia dell’Università di Bologna mettendo loro a disposizione, attraverso Ser.In.Ar., un appartamento nel quale possono risiedere il tempo che trascorrono a Forlì), la Fondazione ha tra i compiti istituzionali la promozione della ricerca scientifica di particolare interesse sociale nell’ambito della cura e riabilitazione delle malattie cardiovascolari.
Coerentemente con tale fine il Comitato Direttivo della Fondazione ha dallo scorso anno istituito il Premio per la Ricerca Cardiologica intitolato a “Franco Rusticali” finalizzato alla realizzazione di un progetto di ricerca nell’ambito della diagnosi e del trattamento delle malattie cardiovascolari. Quest’anno il tema di ricerca individuato come di particolare interesse scientifico è stato il ruolo dell’imaging cardiaco nell’infarto miocardico senza lesioni coronariche ostruttive.
“L’infarto miocardico con arterie coronarie non ostruite rappresenta un sottotipo di infarto miocardico di frequente riscontro che comporta un rischio di complicanze a lungo termine non trascurabile – ha affermato il professore Marcello Galvani presidente della Fondazione Cardiologica Sacco –. Tale evento si realizza per ragioni molto diverse, il cui rapido riconoscimento è essenziale per mettere in atto fin da subito i provvedimenti terapeutici più idonei al singolo caso”.
Secondo il professore Carmine Pizzi, direttore della Cardiologia Universitaria dell’Ospedale Morgagni, “la diagnosi accurata di infarto miocardico senza occlusioni coronariche necessita dell’impiego contemporaneo di diversi metodi di imaging cardiaco, in particolare della risonanza magnetica, che permette di distinguere tra danno miocardico ischemico e non ischemico, e della TAC coronarica, tecnica non invasiva che consente la valutazione dell’anatomia coronarica, della morfologia e della composizione della placca aterosclerotica e della sua rilevanza emodinamica”.
“Al di là della coronarografia invasiva che rappresenta il presupposto della diagnosi documentando l’assenza di lesioni coronariche limitanti il flusso, anche l’imaging intra-coronarico con tomografia a coerenza ottica o ecografia intravascolare, insieme a test funzionali, può rilevare alcune delle cause di responsabili di questo tipo particolare di infarto potendo evidenziare la rottura della placca, le dissezioni spontanee delle coronarie, lo spasmo coronarico e la disfunzione microvascolare – sottolinea Fabio Tarantino, direttore di Cardiologia Strutturale Forlì-Cesena – sebbene il loro utilizzo possa essere limitato dal rischio procedurale, dall’instabilità del paziente e dall’esperienza del singolo centro”.
Il progetto che è stato premiato, dopo essere stato positivamente valutato da una commissione di esperti esterna alla Fondazione composta da tre professori universitari, riguarda il ruolo della TAC coronarica eseguita precocemente in pazienti con infarto miocardico senza lesioni coronariche ostruttive documentato mediante risonanza magnetica cardiaca. Si è trattato di uno studio prospettico, di natura osservazionale, condotto in alcuni centri cardiologici della nostra regione, i cui risultati sono stati presentati in occasione della cerimonia da Luca Bergamaschi, dottorando di ricerca cardiologica dell’Università di Bologna, vincitore del premio.
“Abbiamo effettuato tra i primi la TAC coronarica dopo pochi giorni dal ricovero – ha spiegato Luca Bergamaschi –. Questo approccio ci ha permesso di identificare anomalie coronariche clinicamente rilevanti in una percentuale elevata dei pazienti con questo particolare tipo di infarto, di chiarire in molti di questi la causa dell’evento coronarico, e di dimostrare il ruolo importante di questa metodica che ha implicazioni per la gestione corretta del singolo paziente”.
Roberto Grilli, direttore di Ricerca Valutativa e Policy dei Servizi Sanitari dell’AUSL Romagna, ha ricordato come l’entusiasmo dei giovani nei confronti della ricerca, come testimoniato in questo caso, è fondamentale perché il livello dell’assistenza sanitaria è migliore laddove la ricerca fa parte dell’approccio di trattamento del paziente. Soprattutto i risultati della ricerca spontanea, cioè non condizionata dall’industria, sono di particolare valore perché spesso possono essere trasferiti direttamente alla cura del paziente.
La cerimonia di consegna è avvenuta alla presenza del sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, che ha personalmente consegnato il premio. Il sindaco ha sottolineato l’importanza del contributo degli Enti Terzo Settore, come la Fondazione Cardiologica Sacco, di sostegno e di integrazione dell’attività delle Istituzioni. Ha altresì ricordato che la Casa di Comunità di prossima apertura verrà intitolata alla memoria di Franco Rusticali. Infine, ha annunciato la prossima posa della prima pietra dell’edificio che ospiterà il Corso di Laurea di Medicina dell’Università di Bologna.