Nell’ex Eridania il progetto di Massimo Viroli per un grande Giardino Botanico

Ex Eridania

Da ben 43 anni residente a Forlì assisto allo stato di abbandono e incuria dell’area ex Eridania e degli spazi attigui, deplorevole esempio della scarsa attenzione e volontà di recupero verso una zona della città, della quale giustamente si invoca un vero e proprio salvataggio per finalità di interesse pubblico, magari anche integrate con alcune di ambito privato. Soprattutto, nell’ultimo decennio la desolazione dell’area ha favorito la frequentazione di ampia marginalità sociale, compresa quella immigrata, alla ricerca di un riparo o di un punto per attività illecite, come lo spaccio.

Una degradata terra di nessuno che appartiene, di volta in volta, a chi sa gestirne il controllo con la forza, la violenza, e che per questo reclama, innanzitutto, una bonifica materiale, ambientale e umana, pure capace di accrescere la sicurezza dei residenti nel vicino abitato. Negli ultimi tempi pare muoversi qualcosa attorno alla necessità, non più improcrastinabile, di recuperare questo spazio all’uso di servizi collettivi e/o di insediamenti, espressioni della cultura cittadina.

Al riguardo, sicuramente interessante, perché originale e innovativo, il progetto “Giardino Botanico di Forlì” dell’imprenditore forlivese Massimo Viroli, attivo nel settore dell’arredamento casa, al quale va riconosciuto il merito di voler puntare al recupero dell’area in questione con la creazione di un giardino botanico e spazi verdi circostanti che assieme costituiscano rigenerazione urbana e ambientale, ma, in particolar modo, diventino oasi di biodiversità e sostenibilità, occasione di nuova coesione sociale. L’idea non dispiace affatto, anche pensando all’effetto visivo sul viaggiatore che nel rallentamento del treno, prossimo a Forlì, vedrebbe sfilarsi sotto gli occhi un’ampia e gestita area verde, già per tale motivo emblematica, simbolica dell’accoglienza forlivese.

Ancora di più, il progetto di Massimo Viroli per un giardino botanico, insito su una zona verde di ampia rigenerazione e tutela, risulterebbe iconico nella sua finalità di rappresentare la vera identità della Romagna forlivese ovvero la vocazione agricola alla difesa e al lavoro della terra, alla trasformazione dei frutti, alla valorizzazione dei sapori, dunque all’ospitalità nel segno di un’enogastronomia che asseconda il turista nella fruizione del paesaggio e della cultura forlivese. Immerso nella vasta area dell’ex Eridania, il Giardino Botanico, proposto da Massimo Viroli, si collocherebbe come un grande spazio, definito e circoscritto, di coltivazione, conservazione e studio di piante, autoctone e non, in gran parte legate all’economia agricola forlivese.

Quale migliore biglietto identitario, se non un’istituzione culturale e formativa nel settore agricolo entro un grande parco pubblico custodito, curato e così assicurato alla vita e alla socialità, al tempo libero e al gioco? L’entusiasmo di Viroli per il suo progetto non demorde: “Noi forlivesi abbiamo bisogno di mostrare la nostra reale, autentica identità che, piaccia o no, è quella contadina, venuta su dall’antico lavoro manuale della terra. Un Giardino Botanico di livello nazionale entro una vasta, accogliente zona di verde pubblico è un obiettivo giusto nel quale Forlì possa riconoscersi: altro che il Museo del San Domenico che richiama solo le mostre di Forlì, ma non è affatto iconico, rappresentativo della vera anima della nostra città! Non solo, il nuovo Giardino Botanico nell’ex Eridania potrebbe entrare a far parte della rete fruitiva di tutti gli altri parchi cittadini, tale che possa realizzarsi davvero l’unicum di una grande “Forlì dei Giardini Botanici”.

L’ideatore di questo progetto, che già ne sogna la realizzazione, è certo di proficue collaborazioni con l’Università di Bologna, compreso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari di Cesena, e con gli Istituti Professionali Agrari della Romagna forlivese; altrettanto, è convinto che la complessiva rigenerazione dell’ex Eridania a verde pubblico con incluso il nuovo Giardino Botanico possa favorire il passo o il nomadismo o la stanzialità, comunque la tutela di fauna nuova o già esistente, proprio come ormai avviene in ogni qualificata oasi naturalistica urbana di moderna concezione. Infine, per la sua impresa il nostro Viroli sa di poter contare su fondi europei e italiani, specifici per l’incremento dei giardini botanici.

Felici precedenti del progetto “viroliano”, chiamiamolo così, non mancano e tutti di grande rilevanza sociale, culturale e naturalistica, così tanto per citarne alcuni: a Roma, l’area verde del Fosso delle Campanelle con oltre 30 ettari; il recupero della grande discarica “La Cornacchia” nel Comune di Maiolati Spontini in provincia di Ancona; la recente riqualificazione delle aree dismesse e abbondonate di Genova. Intanto, Massimo Viroli batte anche la gran cassa dei social, mettendo il seguente link a disposizione di chi interessato ad approfondire il suo originale e innovativo progetto: https://www.facebook.com/profile.php?id=61574292096886.

Franco D’Emilio

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