Ascari Raccagni: «Il PAI proposto è un piano che capovolge le regole date»

Alessandra Ascari Raccagni

«Il problema delle esondazioni e delle alluvioni nel nostro territorio era stato dimenticato. Purtroppo, invece, i drammatici eventi del 2023 così come quelli del 2024 e del Natale 2025, hanno mostrato il volto fragile del nostro territorio romagnolo.
Il problema va sicuramente affrontato e con urgenza. Eppure, il PAI presentato in Consiglio Comunale a Forlì, è un piano che capovolge le regole che ci si erano date: si fa cioè finta di affrontare un problema, ma l’intervento proposto non è risolutivo anzi, apre una voragine su una marea di altri problemi. Prima di tutto per l’agricoltura, in quanto le aree interessate vengono sottratte alla loro vocazione agricola, danneggiando gli agricoltori, senza fissare a loro favore neppure un valore di sostituzione. Si incentiva così l’abbandono della campagna e della agricoltura. Se da un lato ci si pulisce la bocca con proclami ecologisti de tipo “sosteniamo le produzioni a km. 0”, dall’altro si spinge ad abbandonare i terreni più fertili e produttivi della nostra campagna» è il commento di Alessandra Ascari Raccagni segretario del Partito Repubblicano Italiano.

«Con centinaia di aziende agricole che hanno fatto investimenti strutturali e pluriennali, che si vedranno costrette a chiudere e a disperdere un patrimonio agricolo e culturale e mettendo a rischio la tenuta sociale ed economica del territorio e delle filiere agricole ad esse collegate. Non si può creare la sicurezza scaricando in modo strutturale sull’agricoltura il peso di queste scelte. Senza considerare i problemi di salubrità in zone ridotte ad acquitrini (accadeva spesso nel passato in Romagna). Dall’altro lato non si risolve il problema perché le vasche di laminazione progettate non sono sufficienti: in caso di forti e abbondanti piogge come quelle del 2023 in poche ore sarebbero completamente allagate e non basterebbero per assorbire i flussi in arrivo» insiste la segretaria del PRI.

«Riteniamo che il problema vada affrontato in maniera sistematica reintroducendo la prevenzione (pulizia dei fiumi dalle alberature eccessive, ripristino delle quote degli alvei con la rimozione dei sedimenti, formazione di bacini a monte ove previsti per il rallentamento delle acque piovane ed un successivo utilizzo nei periodi estivi, manutenzione delle paratoie e loro utilizzo per le casse di colmata a valle, interventi su ponti e manufatti interferenti). Occorre utilizzare i Consorzi di Bonifica che, con le loro capacità organizzative e di controllo del territorio, possono monitorare I fiumi e le competenze annesse e rendere gli Agricoltori soggetti attivi nella opera di prevenzione idraulica, non solo per le buone pratiche agricole, ma anche nella manutenzione ordinaria. Ci associamo al sostegno agli agricoltori romagnoli» conclude Alessandra Ascari Raccagni.

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