A Spinadello si comincia sabato 9 maggio con un pomeriggio dedicato alla memoria produttiva della Romagna: un incontro che riporta alla luce l’eredità lasciata da due grandi protagonisti dell’industria saccarifera italiana, la Sfir e l’Eridania, nel tessuto economico e sociale di Forlì e Forlimpopoli. A partire dalle ore 16:30, Lorenzo Aldini ripercorre la storia della SFIR e il profondo segno che l’industria dello zucchero ha impresso sul territorio. Alle ore 17:30 l’attenzione si sposta sulla presentazione del volume “Lo zuccherificio Eridania di Forlì”: un libro collettivo che affronta il tema da prospettive complementari. Ad intervenire saranno gli autori Luca Massari, Gabriele Zelli e Lorenzo Aldini. I saluti istituzionali sono affidati alla sindaca di Forlimpopoli Milena Garavini e all’assessore alla Cultura e vicesindaco Enrico Monti.
Il giorno successivo, domenica 10 maggio alle ore 16:30, Spinadello si trasforma in palcoscenico per la settima edizione del Festival Elementi, rassegna dedicata alla musica sperimentale, alle performance e alle arti contemporanee nei paesaggi della Romagna. L’evento si terrà nella centrale di sollevamento dell’ex acquedotto, dove architettura industriale, silenzio e riverbero si fondono in un’acustica unica. L’esperienza è concepita come un percorso site-specific dilatato nel tempo, circa tre ore, che privilegia la fruizione intima e non frontale: non un concerto tradizionale, ma un’immersione progressiva in un ambiente sonoro costruito a misura di luogo.
All’interno dell’edificio, l’artista statunitense Madison Greenstone propone un intervento musicale acustico ripetuto in sessioni per piccoli gruppi di spettatori, lasciando che l’architettura stessa diventi strumento. Nel cortile esterno si dispiega invece Richiamo (se fosse nel silenzio che i merli si parlano), la performance di Marta Magini e Nicola Di Croce: i suoni del luogo vengono ascoltati, registrati e rielaborati in tempo reale, costruendo un dialogo vivo tra spazio naturale, presenza umana e memoria del sito.
A chiudere il programma, martedì 12 maggio, l’inaugurazione della mostra illustrata “Il paesaggio come sistema vivente”, dedicata a Pietro Zangheri (1889–1983), naturalista forlivese tra i più significativi del Novecento italiano: oltre sessant’anni di ricerca e più di duecento pubblicazioni dedicate alla flora, alla fauna e al paesaggio della Romagna. Attraverso 20 tavole illustrate, la mostra propone una lettura attuale del suo pensiero — quella di un uomo che aveva compreso, decenni prima che diventasse urgenza collettiva, la necessità di osservare e custodire il patrimonio naturale come bene comune.
Il programma si apre alle ore 17:30 con una guida alla mostra a cura di Daniele Zavalloni (Ecoistituto di Cesena), che legge il paesaggio non come sfondo statico ma come sistema di relazioni tra viventi, risorse e insediamento umano. Alle ore 18:30 prende la parola Federica Falancia, autrice del volume La forza dell’invisibile (Mimesis Edizioni), con un reading che apre uno sguardo letterario e filosofico contemporaneo sul rapporto tra esseri umani, natura e sistemi viventi. La mostra si inserisce nella prima edizione di BiodiversyFest, un programma di un mese di esperienze in Romagna per riscoprire il legame tra natura, persone e territorio.
Tutti e tre gli eventi si svolgono negli spazi di Spinadello Centro Visite Partecipato, in Via Ausa Nuova 741 a Forlimpopoli, e sono realizzati con il sostegno e il patrocinio del Comune di Forlimpopoli, Unica Reti Spa e Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. L’ingresso è libero.