La prevenzione e la diagnosi precoce delle malattie renali croniche entrano al centro del dibattito regionale. Questa mattina, in Commissione IV Sanità, la consigliera regionale del Partito Democratico Valentina Ancarani ha discusso un’interrogazione per chiedere alla Giunta tempi e modalità di recepimento del nuovo Percorso Preventivo Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (PPDTA) nazionale dedicato alla Malattia Renale Cronica.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito queste patologie una priorità per la salute pubblica: interessano circa il 10% della popolazione adulta, pari a oltre 850 milioni di persone nel mondo. Un quadro aggravato dal costante aumento della mortalità, cresciuta del 41% negli ultimi trent’anni, tanto che secondo le stime internazionali la malattia potrebbe diventare entro i prossimi vent’anni una delle prime cause di morte a livello globale.
«Dalla risposta dell’assessore Fabi – afferma Ancarani – emerge un quadro importante di impegno e programmazione: la Regione riconosce il valore strategico del nuovo PPDTA e conferma di volerlo recepire attraverso un percorso strutturato, che coinvolgerà Aziende sanitarie, medici di medicina generale e specialisti nefrologi, rafforzando l’integrazione tra territorio e specialistica per una presa in carico più tempestiva. Rilievo particolare assumono la prossima formalizzazione della Commissione Nefrologica regionale e la costituzione di un Gruppo di lavoro multiprofessionale dedicato, con il compito di definire linee di indirizzo e criteri condivisi di monitoraggio dei percorsi assistenziali».
Nella risposta è stata inoltre valorizzata l’esperienza del progetto PIRP, avviato in Emilia-Romagna nel 2004 come modello innovativo di integrazione tra medicina generale e nefrologia, a conferma della volontà della Regione di restare un punto di riferimento nazionale.
«È un passaggio significativo – sottolinea Ancarani – perché queste malattie vengono spesso diagnosticate troppo tardi. Investire nella prevenzione e nella diagnosi precoce significa migliorare la qualità della vita delle persone, ridurre il rischio di insufficienza renale grave, dialisi e complicanze cardiovascolari, e contenere al tempo stesso l’impatto sociale ed economico della malattia, che nelle forme più avanzate comporta costi molto elevati per i pazienti e per il sistema sanitario».
L’assessore Fabi ha infine annunciato che la Regione approfondirà i possibili modelli di screening mirato nei soggetti a rischio, valutandone fattibilità e sostenibilità nell’assistenza territoriale. «Accolgo positivamente l’impegno della Regione – conclude Ancarani – a costruire un approccio innovativo, sempre più vicino ai pazienti e integrato con il rafforzamento della sanità territoriale. Continueremo a monitorare questo percorso, affinché si traduca rapidamente in strumenti concreti di prevenzione e presa in carico».