Politiche culturali. PD: “La città aspetta dal sindaco risposte reali e non propaganda”

Partito Democratico Forlì

«Rileviamo sconcerto e fastidio per i toni aggressivi e sopra le righe utilizzati dal sindaco Zattini in occasione dell’annuncio della tre giorni di iniziative per celebrare il primo anno di apertura della sede bibliotecaria di Palazzo Romagnoli, soluzione transitoria individuata dal Comune a seguito dei forti ritardi dei lavori su palazzo Merenda. Oltre all’inopportunità di trasformare un momento istituzionale in polemica politica, soprattutto da parte di chi dovrebbe ricordarsi di essere sindaco di tutti i cittadini, occorre rimarcare con forza che la democrazia si basa sul principio elementare che chi governa possa essere criticato per le scelte che fa. Soprattutto quando, come nel caso dello smontaggio della Verzocchi, tali scelte vengono portate avanti senza confronto con la città e addirittura ignorando la richiesta di un dialogo espressa dalla petizione di oltre 1000 forlivesi» è la critica del Gruppo Consiliare del Partito Democratico.

«La reazione indispettita del sindaco appare ancor più fuori luogo tenuto conto che rimangono ancora molti aspetti da chiarire sul futuro dei servizi culturali forlivesi, a partire dalle tempistiche di reale conclusione dei lavori su Palazzo Merenda nel quale, secondo la stessa Amministrazione la biblioteca è destinata a tornare, trascorsi quasi quattro anni dai primi annunci di conclusione dell’intervento. Sempre a proposito di cantieri, nel medesimo incontro il sindaco ha riconosciuto che sarà necessario attendere perlomeno un altro anno per concludere l’intervento su palazzo Albertini, avviato addirittura dalla Giunta Drei. Un ennesimo incomprensibile ritardo, su cui l’Amministrazione non ha mai dato spiegazioni, nonostante questa struttura rappresenti un punto strategico del disegno della Giunta, visto che è stata destinata a ospitare la collezione Verzocchi all’interno di un progetto museale di cui non sono affatto chiari né l’organicità né la coerenza» insistono i Dem.

«Se poi si amplia la panoramica all’insieme del sistema dei servizi culturali cittadini, i toni sprezzanti del sindaco risultano a maggior ragione incongrui. Al di là dell’importante eccezione del San Domenico, praticamente tutti i musei cittadini sono chiusi. Persino un patrimonio culturale di straordinario valore come la collezione Piancastelli aspetta da anni interventi per ripristinarne la fruibilità per i cittadini. Lo stesso servizio bibliotecario è stato oggetto negli ultimi anni di chiusure, spostamenti e a tutt’oggi si basa su una sede che l’Amministrazione ha più volte definito temporanea. Secondo i numeri dello stesso Comune, i volumi presi in prestito nella nostra città, che sfioravano i 90.000 nel 2019, nelle ultime annate si attestano a poco più di 50.000. Un dato grave, che ben restituisce gli effetti del terremoto che ha accompagnato l’azione della Giunta. Gli interrogativi e le critiche sono a maggior ragione legittimi tenuto conto che, in questi 7 anni, di spostamento in spostamento, il Comune di Forlì ha speso milioni di euro, senza che fino ad ora alla città sia stato restituito un nuovo assetto organico dei servizi culturali» conclude il Gruppo consiliare Pd.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *