«Durante lo scorso Consiglio comunale di Forlì è stato discusso il rendiconto di bilancio, cioè il bilancio definitivo dell’anno 2025. Il nostro gruppo ha scelto, insieme a tutta l’opposizione, di non partecipare al voto, di fronte al disinteresse della Giunta rispetto alle preoccupazioni, che abbiamo più volte sollevato, sulla legittimità dell’atto.
Il rendiconto è infatti arrivato in Consiglio senza essere stato approvato dalla Giunta, e ciò appare in contrasto con quanto previsto dai regolamenti del Comune e dalla stessa norma di legge. Non si tratta di una preoccupazione formalistica, ma della necessaria cautela di fronte alle gravi conseguenze che avrebbero eventuali contenziosi di legittimità» è il commento del gruppo consiliare del Partito Democratico.
«Anche sul merito del rendiconto il giudizio è negativo. Il primo dato che salta agli occhi è una pesante riduzione della cassa, scesa dal 2023 al 2025 da 70 a 26 milioni di euro. Si tratta di un dato che dipende dalle difficoltà dell’Amministrazione nella riscossione di crediti e tributi: sono infatti oltre 106 milioni i crediti non riscossi, alcuni dei quali vecchi di parecchi anni. Un altro aspetto preoccupante è il fatto che il Comune abbia registrato, per l’esercizio 2025, un saldo netto della gestione di competenza negativo di oltre 8 milioni, cosa che significa che gli impegni di spesa hanno ampiamente superato le entrate accertate. Solo per coprire lo squilibrio sulla parte corrente del bilancio, quella che finanzia tutti i servizi fondamentali, la Giunta ha utilizzato 5 milioni di euro di risparmi degli anni precedenti» precisano i Dem forlivesi.
«Si tratta di una soluzione che non potrà certo essere ripetuta in eterno, anche considerato che dell’ingente “tesoretto” che la Giunta si è trovata a godere al momento del suo insediamento, pari a quasi 20 milioni di avanzo libero, restano poco più di 3 milioni. Una quantità enorme di risorse è stata spesa a pioggia in questi anni e si è dispersa in numerosi rivoli di corto respiro, senza che la Giunta abbia saputo individuare le scelte strategiche necessarie per il futuro della città. E oggi che quelle risorse servirebbero moltissimo, alla luce dell’esaurimento del Pnrr e della recessione economica, non sono più disponibili per sostenere il territorio e la comunità» argomenta il gruppo del Pd.
«Notizie poco confortanti anche lato investimenti: la mancanza di strategie e programmazione si è riflessa ancora una volta nella profonda distanza fra gli interventi annunciati e le opere pubbliche realmente avviate o realizzate.
Preoccupazione, infine, sul fronte delle partecipate, sia per la pesante svalutazione patrimoniale di Livia Tellus, pari a quasi 80 milioni, con inevitabili riflessi anche sul patrimonio del Comune, sia per lo stato di perenne e profonda crisi in cui rimane, nonostante tutte le promesse, la Fiera, ormai fuori dagli stessi parametri di legge in quanto in deficit da oltre due anni» conclude il gruppo consiliare del Partito Democratico.