Caso Vecchiazzano. Minutillo evoca la remigrazione: «Fuori dall’Italia le baby gang e i genitori»

minutillo vannacci

I recenti episodi di vandalismo che hanno scosso la frazione forlivese di Vecchiazzano irrompono con forza nel dibattito politico locale e nazionale, riaccendendo i riflettori sui temi della sicurezza, dell’integrazione e della responsabilità genitoriale. A sollevare la questione in termini durissimi è l’avvocato Francesco Minutillo, membro dell’Assemblea Nazionale di ‘Futuro Nazionale‘, il movimento che fa capo all’eurodeputato Roberto Vannacci.

Con una presa di posizione netta, l’esponente politico ha chiesto tolleranza zero nei confronti dei responsabili, legando a doppio filo la condotta penale dei giovani al loro diritto di permanenza sul suolo italiano.
Una volta individuati i responsabili dei gravissimi episodi di vandalismo avvenuti a Vecchiazzano, mi auguro che vengano perseguiti con la massima fermezza e che le loro responsabilità vengano pienamente accertate”, ha esordito Minutillo. L’affondo politico, tuttavia, si sposta rapidamente dal piano puramente giudiziario a quello dei requisiti per la cittadinanza, un tema da sempre al centro della proposta politica della destra sovranista.

Secondo il rappresentante di Futuro Nazionale, atti del genere dovrebbero precludere definitivamente l’ottenimento dello status di cittadino italiano: “Ci si deve porre sin da ora l’obiettivo di far sì che un domani questi soggetti non possano ottenere la cittadinanza italiana e se per caso ce l’hanno già, di revocargliela. Condotte di questo genere debbano entrare a far parte della valutazione complessiva del percorso di integrazione di una persona e debbano costituire motivo ostativo all’ottenimento della cittadinanza italiana. La cittadinanza non può essere un automatismo burocratico ma deve essere il riconoscimento dell’appartenenza ad una comunità nazionale, alla sua cultura e soprattutto del rispetto delle sue regole”.

Il focus dell’intervento si allarga poi alla gestione del fenomeno delle cosiddette “baby gang” e al ruolo dei nuclei familiari d’origine, richiamando le tesi espresse dal Generale Vannacci. Minutillo mette sotto accusa la vigilanza dei genitori, evocando lo strumento della “remigrazione” per i nuclei familiari che si dimostrano inadeguati dal punto di vista educativo e civico. “Dietro ogni banda criminale giovanile vi è quasi sempre un fallimento educativo di una famiglia sulla quale occorre avviare accertamenti approfonditi sull’effettivo adempimento dei doveri educativi e di vigilanza”, ha incalzato l’avvocato.

La conclusione del comunicato suona come un vero e proprio manifesto politico e promette di far discutere: “Chi rifiuta sistematicamente le regole della nostra comunità, chi educa i propri figli al disprezzo delle leggi, della proprietà altrui e della convivenza civile, deve sapere che ciò può avere conseguenze non soltanto sul piano penale, ma anche sul suo diritto a permanere nel nostro Paese: è questa la Remigrazione di cui abbiamo bisogno. Ed è solo con la Remigrazione, tanto dei figli criminali quanto dei cattivi genitori, che si può affrontare seriamente la piaga delle bande criminali giovanili”.

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