Centrali Bess e biogas. PD: “Le campagne diventano un polo industriale nel silenzio del Comune”

gruppo consiliare del Partito Democratico

La notizia dell’avvio dell’iter per la realizzazione di una seconda centrale di accumulo di energia a batteria, nota come BESS, ha proiettato per il Partito Democratico un’ombra di profonda preoccupazione e sconcerto sulle comunità di Durazzanino, Malmissole, Poggio e Pieveacquedotto. Il nuovo impianto, promosso da una società milanese, dovrebbe sorgere a meno di due chilometri in linea d’aria da un’analoga struttura già autorizzata lo scorso anno dal Ministero, decretando di fatto un raddoppio che spaventa i residenti.

«Questa accelerazione rappresenta tuttavia solo l’ultimo tassello di una metamorfosi ben più ampia e d’impatto: nel giro di pochissimi anni, una porzione di territorio storicamente e totalmente vocata all’agricoltura sta subendo una vera e propria mutazione genetica in polo industriale dell’energia. Oltre ai due mega-accumulatori, la zona è infatti al centro delle procedure per la nascita di un impianto in rete di biometano e per il contestuale ampliamento della centrale a biogas già operativa. Una concentrazione di infrastrutture che rischia di stravolgere il paesaggio, innescare un conflitto insanabile tra le diverse vocazioni produttive della zona e moltiplicare i disagi per chi vi abita» spiega il PD.

A rendere il clima ancora più teso è il totale corto circuito comunicativo denunciato con forza dal Comitato di quartiere: «i cittadini hanno appreso la portata di questi progetti unicamente attraverso gli organi di stampa, senza che l’Amministrazione comunale si sia premurata di avviare un percorso informativo trasparente o un confronto preventivo su interventi capaci di impattare così duramente sulla vita quotidiana. Se nessuno mette in discussione la necessità di attuare politiche e opere strategiche per la transizione energetica del Paese, l’idoneità dell’area compresa tra Durazzanino e Malmissole solleva nodi critici sia specifici che generali che non possono essere ignorati, a partire dai rischi legati alla sicurezza in caso di incidenti tecnologici e dall’urgenza di misure severe per il contenimento del rumore. Vi sono poi i temi nodali del consumo di suolo agricolo produttivo e della vulnerabilità idrogeologica, considerando che i nuovi impianti andrebbero a insistere su un’area già classificata come alluvionabile, senza dimenticare la totale assenza di un piano di compensazioni adeguate e direttamente fruibili dal territorio coinvolto» ribadiscono i Dem.

In questo scenario complesso, la comunità locale avrebbe dovuto trovare nel Comune un interlocutore attento, di prossimità e pronto a tutelare i propri amministrati, un ruolo di mediazione che purtroppo finora è completamente mancato. Per scardinare questo silenzio, il Gruppo consiliare del Partito Democratico ha annunciato la presentazione formale di una richiesta per istituire una commissione consiliare ad hoc, aperta ai rappresentanti dei quartieri interessati, con l’obiettivo di fare immediata chiarezza su tutti i progetti energetici in itinere, pretendere la condivisione dei dati in possesso della Giunta e sbloccare la discussione su sicurezza, impatto ambientale e ristori. Al di là del percorso istituzionale, resta comunque in capo al sindaco e alla Giunta la responsabilità politica e civile di metterci la faccia, uscendo dai palazzi per organizzare assemblee pubbliche nei territori coinvolti, rispondendo così alla legittima richiesta di trasparenza, informazione e condivisione che sale dai cittadini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *