Dalle nubi pascoliane al silenzio di Chaplin: la meraviglia del teatro ragazzi invade la Romagna

Teatro Il Piccolo sala dal palco

Entra nel vivo la Biennale di Teatro per Ragazzi e Giovani “Colpi di Scena”, curata con la consueta maestria da Accademia Perduta/Romagna Teatri. La giornata di giovedì 25 giugno si preannuncia come uno dei fulcri creativi dell’intera manifestazione, con un fitto cartellone che si dipanerà tra Forlì e Faenza, offrendo al pubblico cinque spettacoli di assoluto rilievo, di cui quattro presentati in “Prima Nazionale”. Un viaggio transgenerazionale che parla ai piccolissimi e agli adolescenti attraverso i linguaggi universali del corpo, della poesia e dell’ironia.

Il sipario si alzerà alle ore 10,00 al Teatro Felix Guattari di Forlì con l’atteso debutto di “Di querce, di nubi, di stelle…”, nuovissima produzione firmata da Elsinor Centro di Production Teatrale. Lo spettacolo, diretto e scritto da Giuditta Mingucci, trae liberamente ispirazione da Il libro di Giovanni Pascoli. In questo allestimento, l’immagine di un volume aperto nella notte diventa la metafora perfetta della tensione umana verso l’infinito e l’ignoto. Mingucci traduce la poetica pascoliana per il mondo dell’infanzia, accogliendo l’enigma non come un limite, ma come un invito a esplorare ciò che non si comprende, trasformando il libro in un oggetto vivo, fatto di superfici da toccare e suoni da rincorrere con i sensi.

A seguire, alle ore 11,00 il baricentro teatrale si sposterà al Teatro Piccolo per “Il vestito nuovo dell’Imperatopo. La stoffa invisibile di sarto Topasio”. La storica compagnia TCP Tanti Cosi Progetti, guidata da Danilo Conti e Antonella Piroli, porta in scena una produzione targata Accademia Perduta/Romagna Teatri che rilegge con acume e pungente ironia il celebre capolavoro di Hans Christian Andersen. Al centro della narrazione troviamo la figura del sarto Topasio, un servitore zelante schiacciato dalle pretese assurde e smodate del suo sovrano, costretto a ritmi di lavoro disumani fino alla genesi di un’idea rivoluzionaria. Andersen offre così il pretesto per una profonda riflessione, drammaticamente attuale, sui temi del potere e della conciliazione tra vita e famiglia.

Nel primo pomeriggio, alle ore 14,30, il Teatro Testori ospiterà la compagnia Altri Posti in Piedi con “Barbablù”. Se la fiaba originale evoca archetipi legati alla violenza, lo spettacolo sceglie una cifra stilistica dolce e ironica per narrare l’orrore con estrema leggerezza. In una scena dominata da figure a metà tra clown e Moire greche, gli spettatori stessi diventeranno custodi delle chiavi del destino della giovane Milù, sposa dell’affascinante e inquietante Landru. Un’opera che sa dosare il brivido e l’intelligenza scenica, parlando apertamente di libertà e curiosità.

Il gran finale del pomeriggio tornerà a essere marchiato da una “Prima Nazionale” alle ore 16,00 negli spazi di ExAtr a Forlì. Sarà la volta di “Charlie”, testo e regia di Stefano Andreoli, interpretato sul palco da Marco Continanza e prodotto da Accademia Perduta. L’opera affronta con straordinaria delicatezza il tema del mutismo selettivo e delle difficoltà comunicative nell’infanzia. Il protagonista Carlo, un bambino che parla solo con il suo pesce rosso Simon, troverà nel silenzio espressivo di Charlie Chaplin, Buster Keaton e del cinema muto una via di fuga e una potentissima maschera di emancipazione. Sarà l’incontro con una persona speciale a compiere la magia, riconducendolo alla riscoperta della propria voce e all’emozionante conquista della parola parlata.

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