La Pallacanestro 2.015 Forlì si stringe attorno alla famiglia Pasini per la scomparsa di Piero Pasini, storico allenatore romagnolo conosciuto e apprezzato da tutti come “Topone”.
Una figura che ha lasciato un segno profondo nella pallacanestro italiana, grazie a una carriera vissuta ai massimi livelli tra Serie A1 e A2, con un legame speciale anche con la città di Forlì. Ma oltre ai successi e ai risultati ottenuti in panchina, chi ha avuto la fortuna di conoscerlo da vicino ricorda soprattutto la sua passione inesauribile per il basket e la sua costante attenzione verso i giovani.
Fino a quando le condizioni di salute glielo hanno consentito, Pieri Pasini è stato una presenza discreta ma preziosa sui campi forlivesi. Sempre attento, competente e disponibile, non ha mai fatto mancare il proprio sostegno al movimento giovanile, seguendo con interesse l’attività dell’Unieuro Arena e dei tanti ragazzi che ogni giorno coltivano il sogno della pallacanestro.
Il ricordo della Pallacanestro 2.015 va a uno degli ultimi momenti pubblici condivisi con lui: la presentazione della scorsa stagione al Villa Romiti, mentre stringeva la mano a Maurizio Gherardini. Un’immagine simbolica, capace di racchiudere una vita dedicata alla crescita del basket e dei suoi protagonisti. Proprio in quei luoghi, infatti, per molti forlivesi nacque la passione che avrebbe acceso percorsi sportivi e umani di grande valore.
Con la scomparsa di Piero “Topone” Pasini, il basket romagnolo perde un tecnico di spessore, ma soprattutto un uomo che ha saputo trasmettere competenza, entusiasmo e amore per questo sport a intere generazioni.
Rimini piange uno dei protagonisti più amati e vincenti della propria storia cestistica. Si è spento Piero Pasini, per tutti il “Topone”, allenatore simbolo di un’epoca indimenticabile della pallacanestro riminese e artefice di alcune delle pagine più gloriose mai scritte in biancorosso.
Anche Rinascita Basket Rimini ha accolto con profonda tristezza la notizia della sua scomparsa, ricordando il tecnico che guidò la squadra alla prima, storica promozione in Serie A1, un traguardo destinato a entrare per sempre nella memoria sportiva della città. Un’impresa che Pasini riuscì poi a ripetere nella stagione 1991-92, quando condusse Rimini dal campionato di Serie B fino alla massima serie attraverso uno straordinario doppio salto di categoria.
“Allenatore carismatico, preparato e profondamente legato ai colori biancorossi, Pasini ha lasciato un segno indelebile non solo nei risultati ottenuti sul parquet, ma anche nel cuore di generazioni di tifosi. La leggenda delle sue imprese continua ancora oggi a essere tramandata tra chi ha vissuto le emozioni del Flaminio e i più giovani che hanno ereditato la passione per questi colori” si legge in una nota della società riminese.
“Il legame tra Pasini e Rimini – continua – non si era mai spezzato. Anche quest’anno aveva voluto essere presente alle Final Four di Coppa Italia, ricevendo l’affetto e l’abbraccio della sua gente. Un’immagine che oggi assume un significato ancora più profondo e che rappresenta il modo più autentico per ricordarlo: con la canotta di Rimini addosso e circondato dall’amore del pubblico biancorosso. Con la sua competenza, la sua passione e la sua capacità di trasformare i sogni in realtà, Piero Pasini ha contribuito a costruire l’identità vincente della pallacanestro riminese. La sua eredità resterà viva nella memoria del club, dei tifosi e di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di condividere con lui un pezzo di questo straordinario cammino. Grazie, Topone. Per le vittorie, per le emozioni e per aver scritto alcune delle pagine più belle della storia del basket riminese“.