La maestra romagnola che sfida l’Africa: a 50 anni in missione nel villaggio che non esiste sulle mappe

Costanza Minisci

Si chiama Costanza Minisci, l’insegnante della scuola primaria di Meldola che festeggerà i suoi 50 anni con un viaggio in solitaria nel Mozambico più selvaggio, lasciando marito e figli a casa e volerà a giorni in Africa, per una folle e coraggiosa missione: il coordinamento della costruzione di pozzi per il piccolo villaggio africano di Murronga e una casa-rifugio per 300 bambini “invisibili”.

La destinazione di Costanza Minisci è il Mozambico, un Paese di cui si è innamorata tre anni fa. Ma la storia di Costanza con l’Africa inizia da lontano, nel 2001, quando viene colpita da un “mal d’africa” fortissimo. Da allora ci torna una volta all’anno. A dare una svolta definitiva alla sua vita è l’incontro in Mozambico con Simona, una ragazza di Brescia che organizza viaggi sostenibili per piccoli gruppi in aree totalmente vergini e fuori dalle rotte del turismo di massa.

È proprio Simona a imbattersi per caso, qualche mese fa, in una comunità rimasta isolata dopo una forte mareggiata: il piccolo villaggio di Murronga. Lì vivono diverse famiglie con circa 300 bambini che sopravvivono solo di pesca, non sono registrati in nessuna anagrafe e, geograficamente, per lo Stato non esistono. Non avevano mai visto una persona bianca in vita loro e non conoscevano nemmeno il concetto di “gioco”.

Nel novembre scorso scatta la scintilla e nasce il progetto Wild Path Project. Costanza Minisci si mette subito in moto nel forlivese, organizzando alcune iniziative per la raccolta fondi, ed è avvenuto il primo miracolo: in meno di due mesi è stato finanziato e costruito il primo pozzo di acqua potabile per il villaggio. Ad oggi i pozzi avviati sono già due.

Ma il progetto è molto ampio e mira all’autosufficienza della comunità, senza sradicarne i costumi. È stata aperta una scuola provvisoria in un vecchio edificio abbandonato, è stato avviato un orto per diversificare il sostentamento e si fa educazione ambientale, ad esempio insegnando ai pescatori a tutelare una rara colonia locale di cavallucci marini. Inoltre, grazie ai fondi racimolati per il recente compleanno di Costanza, è nata la Ubuntu House (dalla filosofia africana “Io sono perché noi siamo”), una casa-rifugio gestita da un aiutante locale che attualmente toglie dalla strada e ospita 18 bambini vulnerabili.

Il progetto ha già attirato l’attenzione di grandi ambassador, come il celebre scrittore Sergio Bambarén e la nota dj internazionale Giulia Regain, pronti a sostenere la causa. La partenza di Costanza servirà a preparare il terreno per i campi di volontariato che partiranno a luglio. Ragazzi dai 16 anni in su e adulti potranno volare in Mozambico (alloggiando in un campo tendato provvisto di cucina in muratura) per donare le proprie competenze nel campo della scuola, del mare o dell’orto.

In cantiere ci sono già collaborazioni con la Pro Loco e gli scout di Meldola, con l’idea di portare in Romagna prima di Natale il corpo di ballo e musica locale “Black Mamba” per uno spettacolo di sensibilizzazione. L’obiettivo a lungo termine è ambizioso: acquistare il terreno per edificare una scuola vera e propria e un centro medico, dato che il presidio più vicino dista 45 chilometri.

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