Le guerre distruggono sempre anche il patrimonio culturale

Roberto Balzani

Per restare ai tempi recenti, Bamyan, Palmyra, Ninive, ora Beaufort sulle alture di Tiro. Isis, Talebani, Hezbollah, Idf: non cambia nulla. Per tornare a tempi più remoti, Reims nel 1914 o Montecassino nel 1944: tedeschi e americani.

Si arriva sempre a un punto oltre il quale la lotta diventa cieca: bellezza e vite umane non contano. Le città libere sono sempre state un’ipocrisia. Ma là dove il patrimonio viene toccato, non fatevi illusioni: quelli che parlano di Dio e dell’umanità tenendo il dito sul grilletto, mentono sempre.

Roberto Balzani

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