Contratto scaduto da oltre un anno, aumenti salariali ritenuti insufficienti e responsabilità professionali sempre più gravose. Sono questi i principali motivi che hanno portato alla rottura del tavolo delle trattative tra le organizzazioni sindacali e Assofarm, l’associazione che rappresenta le farmacie comunali italiane.
La mobilitazione dei farmacisti impiegati nelle farmacie speciali e comunali associate ad Assofarm si fa sempre più concreta. Al centro della vertenza c’è il mancato rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto il 31 dicembre 2024 e ancora privo di un accordo in grado di soddisfare le richieste della categoria.
Secondo i rappresentanti dei lavoratori, le proposte economiche avanzate dalla controparte non sarebbero adeguate a compensare l’aumento del costo della vita registrato negli ultimi anni né a valorizzare l’evoluzione della professione. Una distanza che ha determinato l’interruzione del confronto negoziale e l’avvio delle procedure di mobilitazione, con l’ipotesi di uno sciopero che appare ormai sempre più vicina.
La vertenza si inserisce in un contesto di profonda trasformazione del ruolo del farmacista. Negli ultimi anni, infatti, le farmacie hanno assunto una funzione sempre più centrale all’interno del sistema sanitario territoriale, ampliando in modo significativo i servizi offerti ai cittadini. Dalle campagne vaccinali agli screening di prevenzione, dalla telemedicina alle attività di monitoraggio sanitario, i professionisti del settore sono chiamati a svolgere compiti sempre più complessi e delicati.
Un’evoluzione che, secondo i lavoratori, non avrebbe trovato un adeguato riconoscimento né sul piano economico né su quello contrattuale. Per questo motivo, i farmacisti hanno annunciato una giornata di mobilitazione per il prossimo 17 giugno.
In quella data sono previste iniziative di protesta e non si escludono possibili chiusure o riduzioni dei servizi nelle farmacie interessate, con conseguenti disagi per l’utenza. I sindacati auspicano una riapertura del confronto che possa portare a una soluzione condivisa della vertenza, mentre cresce l’attesa per eventuali sviluppi nei prossimi giorni.