C’è un fil rouge che lega le squadre ambiziose ai giocatori destinati a lasciare il segno: la capacità di rendere migliori anche quelli che ti giocano accanto. È proprio in questa categoria che la Pallacanestro Forlì 2.015 immagina possa rientrare Donald Carey, nuovo innesto biancorosso per la stagione 2026/2027.
Guardia americana classe 1999, Carey arriva in Romagna con un’identità tecnica ben definita e un bagaglio di esperienze costruito nel basket universitario statunitense e il professionismo europeo. Un giocatore moderno, difficile da racchiudere in una sola definizione: può creare gioco, prendersi responsabilità offensive, segnare nei momenti che pesano e, soprattutto, dare ritmo e ordine alla squadra.
La sua storia cestistica attraversa alcune delle realtà più importanti della NCAA, da Mount Saint Mary’s a Siena Saint, passando per Georgetown fino all’approdo a Maryland. Un percorso che racconta adattabilità, crescita e voglia di misurarsi costantemente con livelli sempre più elevati. Nell’ultima stagione con i Leicester Riders, in Inghilterra, ha aggiunto un ulteriore tassello alla propria maturazione, confrontandosi con il basket europeo e affinando quella versatilità che oggi rappresenta uno dei suoi marchi di fabbrica.
Forlì lo ha scelto anche per questo. Per la capacità di leggere le partite e interpretarle in modi diversi, senza bisogno di monopolizzare il pallone. Per quella leadership silenziosa che spesso si manifesta più nelle scelte giuste che nelle parole. E per un agonismo che coach Nanni conosce bene e considera una delle qualità più preziose del nuovo arrivato.
«Siamo incredibilmente contenti di poter avere Donald Carey con noi – racconta il tecnico biancorosso –. In lui troviamo un giocatore completo e versatile, capace di rendere migliori i compagni grazie alle sue doti di passatore ma anche alla sua leadership in campo. Oltre a questa naturale predisposizione all’assist, Don è uno scorer di livello ed un agonista e competitor di prima categoria. Non abbiamo dubbi che saprà farsi amare da compagni e tifosi».
Parole che raccontano chiaramente quale sarà il ruolo immaginato per Donald Carey nel nuovo progetto tecnico forlivese: non soltanto un terminale offensivo, ma un riferimento dentro la partita, uno di quei giocatori capaci di incidere anche quando il pallone non passa dalle loro mani.
Adesso sarà il campo a parlare. Ma il primo identikit del nuovo volto biancorosso sembra già piuttosto nitido: punti quando servono, assist quando contano e quella naturale predisposizione alla leadership che ogni squadra ambiziosa cerca nel proprio motore. Forlì riparte anche da qui. Da Donald Carey e dalla sua capacità di unire talento e sostanza.