Dieci nuove testuggini palustri europee sono nate nei mesi scorsi al Centro di allevamento del Parco delle Fonti di Meldola. Un evento che rappresenta un importante traguardo per il progetto di conservazione della specie e che segna, allo stesso tempo, la piena ripresa della struttura dopo i danni provocati dall’alluvione del maggio 2023.
L’esondazione del fiume Ronco aveva infatti investito anche l’area del Centro, mettendo a rischio gli esemplari ospitati e compromettendo le attività di allevamento. A distanza di poco più di due anni, il ritorno delle nascite testimonia il lavoro svolto per riportare la struttura alla piena operatività grazie all’impegno dei tecnici, al monitoraggio costante degli animali e alle competenze scientifiche messe in campo.
Il Centro di allevamento, inserito all’interno del Parco delle Fonti, è uno dei punti di riferimento regionali per la salvaguardia della Testuggine Palustre Europea, specie autoctona sempre più rara, e opera nell’ambito di un programma di ripopolamento autorizzato dal Ministero dell’Ambiente e da Ispra e coordinato dal Wwf Italia.
«La nascita delle giovani testuggini rappresenta un importante risultato del lavoro svolto negli ultimi anni – spiega il responsabile del Centro Giancarlo Tedaldi –. Le cure dedicate agli esemplari, le competenze messe in campo e l’impegno quotidiano hanno consentito il recupero del centro scientifico-didattico e dei suoi ospiti, restituendo pieno valore a un sito che unisce tutela della natura, educazione ambientale e valorizzazione del territorio».
Sulla stessa linea Paolo Laghi, keeper dell’allevamento, che sottolinea come il rispetto dei rigorosi protocolli previsti dal programma di conservazione abbia permesso di raggiungere l’obiettivo. «Il ritorno alla riproduzione delle testuggini conferma la validità del percorso intrapreso e il raggiungimento degli obiettivi del progetto».
Il Parco delle Fonti ospita, oltre al Centro di allevamento, un giardino botanico naturale, uno stagno didattico, un percorso geologico dedicato alle principali formazioni rocciose della Romagna e un’area destinata alla riproduzione di specie vegetali rare degli ambienti umidi, confermandosi un luogo dedicato alla tutela della biodiversità e all’educazione ambientale.
Nei prossimi mesi saranno organizzate nuove liberazioni degli esemplari allevati, iniziative che coinvolgeranno anche cittadini e scuole. «Saranno occasioni per promuovere la conoscenza della biodiversità e l’importanza della salvaguardia degli ecosistemi, favorendo un turismo rispettoso e consapevole» spiega l’assessora al Turismo di Meldola Giada Severi.