A due anni dalle ultime elezioni amministrative, la geografia del consenso in Romagna mostra un quadro in graduale evoluzione, con equilibri che iniziano a consolidarsi e primi segnali di cambiamento nei rapporti tra amministratori e cittadini. A fotografare la situazione è l’annuale Governance Poll de Il Sole 24 Ore, l’indagine che misura il livello di gradimento di sindaci e presidenti di Regione nelle principali realtà italiane, offrendo una delle istantanee più autorevoli sullo stato di salute delle amministrazioni locali.
Per Forlì arrivano indicazioni positive. Il sindaco Gian Luca Zattini vede infatti crescere il proprio consenso, attestandosi al 53% e registrando un incremento di 2,4 punti percentuali rispetto al risultato ottenuto al momento della sua riconferma alle urne. Un dato che conferma la tenuta dell’amministrazione di centrodestra e che assume un significato particolare in un contesto regionale dove, in diversi casi, il consenso degli amministratori tende invece a diminuire con il trascorrere del mandato.
Pur non raggiungendo i livelli più elevati toccati negli anni precedenti, quando il gradimento aveva superato la soglia del 54%, il risultato certifica una sostanziale stabilità del rapporto tra il sindaco e la città. La crescita, seppur contenuta, rappresenta un segnale di fiducia nei confronti dell’azione amministrativa portata avanti negli ultimi mesi e consente a Zattini di distinguersi nel panorama romagnolo.
“È un risultato che chiaramente fa molto piacere – commenta Zattini -. Quando si lavora in squadra e con serietà, pensando sempre al bene di tutti, la città ti premia e le persone restituiscono l’affetto che le si riserva. I forlivesi ci riconoscono un impegno concreto sul terreno dell’Amministrazione locale e questa è la soddisfazione più grande. Sono sempre stato convinto che fare il sindaco e lavorare in prima linea significhi prima di tutto dare delle risposte concrete ai propri cittadini, a volte anche impopolari, ma guidate sempre dall’interesse pubblico. In questi 7 anni, abbiamo raggiunto traguardi importanti per la città di Forlì; la facoltà di Medicina, i grandi cantieri del Pnrr, la Fondazione Mercury, la corsa a Capitale Italiana della Cultura, gli investimenti in infrastrutture, forestazione e verde urbano, welfare, giovani e cultura. Proseguiremo lungo questa strada, con serietà e pragmatismo, perché non c’è altro modo per essere premiati dalla propria comunità se non quello di lavorare e di farlo bene”.
Il confronto con gli altri principali capoluoghi della Romagna evidenzia infatti dinamiche differenti. A Cesena, il sindaco Enzo Lattuca mantiene il primato territoriale con un consenso pari al 58,5%, uno dei più alti dell’intera regione. Tuttavia il dato è accompagnato da una flessione significativa: rispetto al momento dell’elezione perde infatti 6,7 punti percentuali, segnale di un fisiologico ridimensionamento del consenso dopo la fase iniziale del mandato.
Scenario opposto a Rimini, dove Jamil Sadegholvaad è protagonista di una delle performance migliori dell’area romagnola. Il suo indice di gradimento sale infatti al 55,5%, con una crescita di 4,2 punti rispetto al risultato elettorale. Un incremento che testimonia un rafforzamento della fiducia nei confronti dell’amministrazione riminese e colloca il sindaco tra quelli che hanno registrato l’aumento più consistente.
Non altrettanto favorevole il quadro a Ravenna. Il sindaco Alessandro Barattoni si attesta al 54%, ma deve fare i conti con un arretramento di 4,2 punti percentuali rispetto al consenso ottenuto al momento dell’elezione. Pur mantenendo un livello di gradimento superiore alla soglia del 50%, il dato evidenzia una flessione che si inserisce in una tendenza osservabile anche in altre realtà del territorio.
Il segno meno interessa anche il livello regionale. Il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale registra un consenso del 52%, in calo di 4,8 punti percentuali rispetto all’inizio del mandato. Una diminuzione che riflette un andamento comune a molti governatori italiani, chiamati a confrontarsi con una fase complessa caratterizzata da aspettative elevate e da una crescente attenzione dell’opinione pubblica sui temi economici, sanitari e infrastrutturali.
Nel complesso, il Governance Poll restituisce l’immagine di una Romagna dove il consenso politico appare ancora solido ma meno granitico rispetto al passato. Se da un lato emergono amministrazioni capaci di consolidare o addirittura ampliare il proprio gradimento, come quelle di Forlì con Zattini e Rimini con Sadegholvaad, dall’altro si registrano fisiologici cali in città storicamente ben amministrate come Cesena e Ravenna. Un quadro destinato probabilmente a evolversi nei prossimi anni, quando l’avvicinarsi delle future scadenze elettorali renderà ancora più significativo il giudizio espresso dai cittadini.