La Romagna celebra il suo “oro rosa”: a San Martino in Villafranca torna la Festa della Pesca

festa della pesca 2026

C’è un legame profondo, quasi viscerale, che unisce la terra di Romagna ai suoi frutti più dolci e alla sua secolare storia contadina. Un legame che da giovedì 16 a domenica 19 luglio troverà la sua massima espressione nel piazzale della Parrocchia di San Martino in Villafranca, teatro della tradizionale e attesissima “Festa della pesca“.

Non si tratta di una semplice ricorrenza estiva di paese, ma di un appuntamento d’eccellenza certificato ufficialmente come “Sagra di qualità” dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (Unpli), a testimonianza del rigore organizzativo, della storicità e della passione con cui l’evento viene preparato anno dopo anno.

La festa della pesca si propone anzitutto come una grande vetrina a cielo aperto per i produttori locali, i quali presidieranno lo stand dedicato per offrire ai visitatori il frutto simbolo di questa stagione: la pesca. Un alimento prezioso, dissetante e ideale per combattere la calura estiva, composto per oltre il 90% d’acqua, povero di calorie (circa 39 kcal per 100 grammi) ma straordinariamente ricco di potassio, fibre, vitamina C e beta-carotene, fondamentale precursore della vitamina A.

Accanto alla vendita e al consumo, la sagra ospiterà anche una sfida amichevole ma estremamente sentita tra le eccellenze agricole del territorio. Una giuria qualificata sarà infatti al lavoro per valutare e premiare l’azienda produttrice della pesca più buona, affiancata da un riconoscimento speciale destinato al coltivatore che saprà presentare il frutto dalle dimensioni più generose.

Il fitto calendario di eventi coordinato e presentato dalla Pro Loco San Martèn nelle figure della presidente Patrizia Carpi e del vice presidente Andrea Ferrini, con il decisivo sostegno di Massimiliano Falerni (presidente regionale Unpli) e del saggista Gabriele Zelli, prenderà ufficialmente il via giovedì 16 luglio alle ore 20,00, con l’inaugurazione istituzionale alla presenza delle autorità locali.

La serata d’apertura entrerà subito nel vivo con una suggestiva cena a tema e, a seguire, con il viaggio nel folklore romagnolo proposto dall’orchestra “La Storia di Romagna”, uno spettacolo interamente dal vivo presentato da Roberto Ruffilli. Nelle serate successive, da venerdì a domenica, lo stand gastronomico aprirà i battenti alle ore 19,00 per deliziare i presenti con ricette della tradizione e specialità a base di pesca, mentre l’angolo degli aperitivi si attiverà a partire dalle ore 19,30.

Il dopocena sarà invece interamente dedicato alla musica e alla danza, sempre a ingresso libero: venerdì 17 salirà sul palco il sound beat e rock n’ roll anni Sessanta della “Birichina Band”; sabato 18 sarà la volta delle coreografie della scuola “New Dance”, tra balli tradizionali e moderni; infine, domenica 19, la chiusura sarà affidata all’animazione e ai balli di gruppo di Samuele Babini con la partecipazione di Adoro Salsavelada.

La Festa della Pesca si conferma un evento inclusivo e pensato per tutta la famiglia. Ogni sera, nello spazio bimbi, l’estro di Mastro Paolo intratterrà i più piccoli con i suoi laboratori e le sue iconiche installazioni e miniature agricole in legno. Ma l’evento si interroga anche sul futuro e sulle radici del territorio rurale, offrendo due importanti momenti di approfondimento culturale ed enogastronomico alle ore 20,00.

Il primo appuntamento, venerdì 17 luglio, vedrà protagonista Filippo Tramonti, presidente dell’Associazione Regionale Produttori Olivicoli (Arpo), che intervistato da Andrea Ferrini racconterà la straordinaria evoluzione dell’olivo in Romagna, da elemento del paesaggio a pilastro economico e gastronomico.

Sabato 18 luglio si parlerà invece di biodiversità storica con l’incontro dal titolo “La stagione del frutteto… una risorsa alimentare dimenticata”, curato dai naturalisti Gigi Stagioni e Marco Rivalta della Società per gli Studi Naturalistici della Romagna. Col patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Forlì-Cesena e del Comune di Forlì, la manifestazione ribadisce che l’agricoltura non produce solo cibo, ma custodisce la bellezza, la sicurezza e la memoria storica del nostro Paese.

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