Tre appuntamenti per riscoprire Mario Bonavita, in arte Marf, uno dei più celebri parolieri italiani del Novecento. È il programma di iniziative che prenderà il via il prossimo autunno a Forlì per ricordare la figura dell’autore forlivese, a ottant’anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 3 agosto 1946.
Nato a Forlì nel 1894, Mario Bonavita, conosciuto con lo pseudonimo di Marf, è stato tra i protagonisti della musica leggera italiana tra gli anni Venti e Quaranta. I suoi testi hanno accompagnato alcune delle canzoni più popolari dell’epoca, interpretate da artisti come il Trio Lescano, Carlo Buti, Vittorio De Sica, Milly, Lydia Johnson e Gorni Kramer. Tra i brani più noti figurano Bombolo, Amami di più, Sotto l’ombrellino con me, Non è per gelosia, Nostalgico slow, Una notte a Madera, Passeggiando per Milano, Signorine non guardate i marinai, Berrettino, Pensée, Chiudi gli occhi Rosita e Ti darò quel fior.
La produzione di Marf si sviluppò in un periodo storico complesso, segnato dall’ascesa del regime fascista e dal clima di forte nazionalismo che caratterizzò gli anni tra il 1920 e il 1940. In questo contesto si inserisce anche la celebre Bombolo, musicata da Vittorio Mascheroni nel 1932, considerata da alcuni studiosi una satira nei confronti di Guido Buffarini Guidi, figura di primo piano del regime.
La sua storia personale è altrettanto singolare. Figlio di una famiglia proprietaria di una importante fabbrica di feltro, fu inviato a Milano per studiare Chimica con l’idea di assumere in futuro la guida dell’azienda. Scelse invece di laurearsi in Farmacia e, durante il soggiorno nel capoluogo lombardo, entrò in contatto con alcuni dei maggiori autori e compositori dell’epoca, tra cui Vittorio Mascheroni, Bixio Cherubini, Angelo Ramiro Borella, Paul Bernard, Ennio Neri, Peppino Mendes ed Eldo Di Lazzaro. Un ambiente che contribuì in modo determinante alla sua formazione artistica.
Rientrato a Forlì, Bonavita affiancò alla musica numerosi interessi. Nella Villa del Tesoro di Vecchiazzano, dove si stabilì dal 1936, si dedicò alla pittura e a innovative sperimentazioni nel campo della genetica animale e vegetale, allevando diverse specie e lavorando alla creazione di ibridi di giaggiolo, anticipando studi che solo negli anni successivi avrebbero trovato maggiore diffusione.
Per ricordarne la figura sono stati organizzati tre appuntamenti. Il primo si terrà l’8 ottobre alle ore 21,00 al Teatro Graffiedi di Vecchiazzano; il secondo è in programma il 26 novembre al Circolo Aurora, nell’ambito di un meeting del Lions Club Forlì Host; la rassegna si concluderà il 16 dicembre alle 15,00 nell’ex Sala del Consiglio provinciale con un incontro promosso da Auser. In tutte e tre le occasioni protagonista sarà la Maramao Italian Swing Band, che accompagnerà il pubblico in un viaggio musicale attraverso il repertorio di uno dei più importanti parolieri forlivesi del Novecento.