Mengozzi e Ronchi: «Il Parco torni a difendere il territorio e le sue risorse»

Alessandro Ronchi e Cristina Mengozzi Europa Verde

Preoccupazione per le recenti iniziative assunte dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna arriva da Europa Verde Verdi Forlì-Cesena, attraverso le dichiarazioni di Cristina Mengozzi e Alessandro Ronchi. Secondo i due esponenti ambientalisti, sorprende il protagonismo assunto dall’ente in una fase in cui il Parco è privo di presidente e dovrebbe pertanto limitarsi alla gestione ordinaria. Nel mirino finiscono sia la partecipazione della vicepresidenza a numerosi convegni e iniziative pubbliche, sia alcune decisioni considerate di particolare rilevanza strategica, come le modifiche al regolamento del Parco e il progetto di un possibile “riordino istituzionale”.

Per quanto riguarda il regolamento, Mengozzi e Ronchi criticano in particolare l’introduzione di una modifica richiesta da Romagna Acque che consentirebbe il prelievo delle acque dei torrenti Rabbi e Bidente di Pietrapazza. Una scelta che, secondo Europa Verde, rischia di entrare in conflitto con la missione primaria dell’ente, ovvero la tutela di un territorio ritenuto particolarmente fragile e prezioso dal punto di vista ambientale.

Le perplessità riguardano anche il tema del cosiddetto “riordino istituzionale”. Secondo gli esponenti dei Verdi, il Parco starebbe assumendo un ruolo da protagonista in un processo dalle finalità ancora poco chiare e che potrebbe riguardare, in prospettiva, la gestione delle foreste demaniali.

Particolare attenzione viene rivolta alle dichiarazioni con cui il Parco si propone come “laboratorio per sperimentare un modello di governance capace di superare l’attuale frammentazione delle competenze e garantire una gestione più efficace, coerente e sostenibile del patrimonio naturale”. Europa Verde si interroga sul significato concreto di tali obiettivi e teme che possano tradursi in un alleggerimento delle tutele ambientali oggi esistenti.

Siamo molto preoccupati – affermano Mengozzi e Ronchi – perché assistiamo quotidianamente ad attacchi nei confronti della natura e dei beni comuni che meriterebbero invece di essere difesi. Se a livello nazionale il governo promuove interventi che giudichiamo dannosi, come la cosiddetta legge sparatutto e il taglio delle risorse destinate ai parchi, anche sul territorio locale iniziative della stessa impostazione rischiano di compromettere patrimoni ambientali straordinari”.

Il comunicato si conclude con un appello alla tutela delle risorse naturali e delle future generazioni: “Quando smetteremo di sfruttare l’ambiente, svendere le sue risorse e ridurre le tutele, come se non dovessimo consegnare un mondo vivibile a chi verrà dopo di noi?”.

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