Rotary e Avis insieme per la sanità: nuovo dispositivo per la Medicina Riabilitativa

donazione Avis

La Medicina Riabilitativa dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì si arricchisce di una nuova tecnologia a supporto dei pazienti e dei professionisti sanitari. Grazie alla collaborazione tra il Comitato Consorti Rotary Club Forlì Tre Valli, il Comitato Consorti Rotary Club Cesena e l’Avis Comunale di Predappio è stato infatti donato un nuovo Bladgo 2.0, sistema portatile per l’analisi del residuo vescicale destinato all’Unità Operativa di Medicina Riabilitativa.

Alla cerimonia di consegna hanno preso parte Andrea Ceccarelli dirigente medico della Direzione Medica del presidio ospedaliero di Forlì, Giuseppe Benati direttore del Dipartimento Cure Primarie e Medicina di Comunità Forlì-Cesena, Elisabetta Montesi direttrice del Reparto Accoglienza, Urp, Fundraising e Marketing, Cristina Neri direttrice della Medicina Riabilitativa, insieme ai rappresentanti delle associazioni donatrici e ai professionisti della struttura.

Ad aprire l’incontro è stata Elisabetta Montesi, che ha portato il ringraziamento della Direzione aziendale ai promotori dell’iniziativa, sottolineando il valore della collaborazione tra i due Comitati Consorti Rotary e l’Avis di Predappio, oltre al significato di un progetto nato da un’iniziativa tutta al femminile.

«Siamo profondamente grati ai Comitati Consorti dei due Club e all’Avis Comunale di Predappio per questa generosa donazione, che rappresenta un prezioso sostegno e si inserisce nel solco di una storica collaborazione del Rotary a favore delle strutture sanitarie del territorio romagnolo – ha dichiarato Montesi -. Questo nuovo strumento contribuirà a rafforzare la qualità dell’assistenza, offrendo ai professionisti una tecnologia innovativa a beneficio dei pazienti».

Andrea Ceccarelli ha evidenziato come la donazione rappresenti un esempio concreto della collaborazione tra sanità e comunità locale, ricordando come l’apparecchiatura risponda a un bisogno sempre più diffuso sul territorio e si inserisca nel percorso di sviluppo delle attività riabilitative già avviato all’interno dell’Azienda Usl della Romagna.

Sul valore sociale dell’iniziativa si è soffermato anche Giuseppe Benati, che ha sottolineato il duplice significato della donazione: il rafforzamento del legame tra servizi sanitari e cittadinanza e l’attenzione ai principi della medicina di genere.

«Questa donazione rappresenta molto più di una nuova tecnologia – ha spiegato Benati -. È il segno concreto di una comunità che sceglie di partecipare attivamente alla crescita dei servizi sanitari. Inoltre richiama l’importanza della medicina di genere, un ambito nel quale è fondamentale continuare a investire per garantire percorsi di cura sempre più appropriati e personalizzati».

Particolarmente sentito il ringraziamento della dottoressa Cristina Neri, direttrice della Medicina Riabilitativa forlivese. «Quando abbiamo presentato questo progetto non immaginavamo una risposta così rapida e generosa» – ha affermato -. Per noi questa donazione rappresenta un’opportunità preziosa, perché ci consentirà di offrire risposte ancora più tempestive ed efficaci ai pazienti con disfunzioni vescicali, migliorando la qualità dell’assistenza e allineando il nostro percorso alle più recenti indicazioni regionali».

Il nuovo Bladgo 2.0 sarà utilizzato sia nell’attività ambulatoriale sia a supporto dei pazienti ricoverati, contribuendo a rendere più rapide le valutazioni cliniche e i percorsi assistenziali. Soddisfazione è stata espressa anche dal Comitato Consorti Rotary Club Forlì Tre Valli, dal Comitato Consorti Rotary Club Cesena e dall’Avis Comunale di Predappio, che hanno evidenziato il valore della collaborazione tra associazionismo e istituzioni.

«Questa donazione nasce dalla volontà di sostenere concretamente la sanità pubblica, mettendo a disposizione uno strumento utile ai professionisti e ai pazienti. Crediamo che la collaborazione tra volontariato, associazioni e istituzioni rappresenti un valore fondamentale per continuare a migliorare la qualità dell’assistenza sul nostro territorio».

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