Scontro sui conti della sanità, l’Ausl respinge le critiche: «Nessuna stangata, solo strumentalizzazioni»

ospedale morgagni pierantoni

L’Azienda Usl della Romagna respinge con fermezza le accuse sollevate dal consigliere regionale Vignali e dall’onorevole Tassinari in merito alla delibera della Corte dei Conti sul bilancio 2024. Secondo i vertici della sanità romagnola non vi sarebbe stata alcuna bocciatura o “pesante bacchettata” da parte dei magistrati contabili, bensì la semplice richiesta di chiarimenti tecnici, ai quali l’azienda sostiene di aver già fornito risposte esaustive. L’Ausl invita i due esponenti politici a una lettura integrale e meno strumentale del documento pubblico, entrando nel dettaglio dei tre punti critici finiti al centro del dibattito: la gestione della mobilità sanitaria, il recupero dei ticket del Pronto Soccorso e la crescita della spesa farmaceutica.

Relativamente ai 35,3 milioni di euro di crediti considerati cancellati, l’Azienda chiarisce che si tratta in realtà dell’annullamento di note di credito legate alla mobilità sanitaria interregionale del 2022. In quell’anno, il primo caratterizzato dalla ripresa delle prestazioni post-pandemia, la Romagna ha erogato una quantità significativa di servizi a pazienti provenienti da fuori regione.

In attesa dei conguagli nazionali, definiti di norma a due anni di distanza, l’Azienda ha applicato un criterio prudenziale stabilito dalle direttive regionali dell’epoca. Una volta che la Conferenza delle Regioni ha approvato i dati definitivi nel settembre 2024, assegnando all’Ausl Romagna la somma spettante a saldo, le scritture contabili sono state regolarmente allineate nel bilancio dello stesso anno, chiudendo le partite in sospeso a pareggio e garantendo la correttezza dei conti.

Sulle contestazioni relative al mancato incasso dei ticket di Pronto Soccorso, l’Ausl esprime perplessità per le critiche giunte da chi in passato si era opposto a tali riscossioni, evidenziando di aver già attivato nel corso del 2025 un piano straordinario di efficientamento. Grazie all’invio di oltre 290 mila lettere di sollecito per i mancati saldi degli ultimi anni, l’azienda ha finora recuperato oltre 9,8 milioni di euro. Parallelamente sono state aggiornate le direttive interne nei punti di accettazione dei Pronto Soccorso e potenziati i canali di pagamento per facilitare la riscossione immediata delle prestazioni ed evitare che il fenomeno si ripeta alla radice.

In merito infine all’aumento della spesa per i farmaci ospedalieri, salita nel 2024 a 281,4 milioni di euro con un incremento del 12,1% rispetto all’anno precedente, l’Azienda sottolinea come il dato sia in linea con il trend regionale del 11,7%. L’aumento è riconducibile alla crescita dei trattamenti per malattie rare, tumori, patologie autoimmuni e cardiovascolari, oltre che al maggior utilizzo di immunoglobuline salvavita derivate dal plasma umano, la cui scarsità sul mercato ha imposto l’acquisto di prodotti commerciali più onerosi.

Ha inciso inoltre lo slittamento al 2025 dei risparmi attesi dall’introduzione di farmaci equivalenti per gli anticoagulanti orali, bloccati da ricorsi delle case farmaceutiche. L’Ausl rivendica di aver raggiunto tutti gli obiettivi regionali di appropriatezza prescrittiva e ribadisce che garantire l’accesso a terapie innovative per patologie gravi rappresenta un dovere etico e una responsabilità imprescindibile del Servizio sanitario pubblico.

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