Scontro sulle centrali, il PD attacca la Giunta: “Fuggono dal confronto con i cittadini”

gruppo consiliare del Partito Democratico

Si accende lo scontro politico a Forlì attorno alla realizzazione delle nuove centrali energetiche previste nelle zone di Malmissole e Durazzanino. Con una dura presa di posizione, il gruppo consiliare del Partito Democratico lancia un affondo frontale contro la Giunta di centrodestra, accusata di immobilismo, propaganda e di aver deliberatamente cercato di evitare il confronto istituzionale con la cittadinanza e le opposizioni.

Al centro della contestazione dei dem c’è in primo luogo la convocazione della commissione consiliare, fissata per il prossimo 30 luglio. Se da un lato la maggioranza ha rivendicato l’appuntamento come una propria iniziativa di trasparenza e ascolto, dall’altro l’opposizione ristabilisce con forza la propria versione dei fatti, definendo gli autoelogi dell’Amministrazione comunale «totalmente privi di fondamento».

Secondo il PD, infatti, la maggioranza non ha avuto alcun ruolo nella richiesta della commissione, che è invece il frutto di un’istanza formale presentata dai dem lo scorso 22 giugno proprio per sbloccare l’inerzia degli uffici comunali. Non solo: il Partito Democratico accusa la maggioranza di aver tentato in ogni modo di far slittare la riunione che, regolamento alla mano, si sarebbe dovuta tenere entro dieci giorni dalla richiesta.

Soltanto lunedì 13 luglio, a seguito di un richiamo formale inviato dall’opposizione, la seduta è stata finalmente calendarizzata, seppur a distanza di quasi tre settimane. Per i dem si tratta della prova evidente di un’assoluta allergia al dialogo da parte della Giunta, che costringe i cittadini ad attendere mesi prima di poter avere un confronto pubblico su un tema così delicato e sentito.

Ma la polemica non si ferma alla tempistica dei lavori consiliari ed entra nel merito delle scelte ambientali e urbanistiche. Il PD ci tiene a precisare di non mettere affatto in discussione la necessità di attuare misure per la transizione energetica, anche alla luce dei costi insostenibili delle bollette, ma contesta duramente la concentrazione di ben cinque o sei impianti di grandi dimensioni in una porzione ridotta di campagna.

Secondo l’opposizione, «l’Amministrazione continua a sfuggire alle proprie responsabilità, rifiutandosi di chiarire la propria posizione e di assumere impegni concreti, preferendo trincerarsi dietro la propaganda o scaricando le colpe su altri livelli istituzionali».

Tra i nodi irrisolti sollevati dal centrosinistra figurano questioni cruciali come la sicurezza idraulica degli impianti in un’area già pesantemente colpita dall’alluvione, la coesistenza delle strutture con le attività produttive e le zone residenziali limitrofe, e la destinazione delle compensazioni economiche al territorio. Su tutti questi temi, accusa il PD, la Giunta ha preferito “farsi di nebbia” piuttosto che chiedere lo spostamento degli impianti nei tavoli di confronto. Viene infine rispedito al mittente il tentativo del Comune di minimizzare il proprio ruolo sostenendo di avere le mani legate dalle leggi nazionali: i dem ricordano infatti che le norme che limitano i poteri d’azione dei sindaci a favore dei privati sono state varate dallo stesso governo nazionale di centrodestra, invitando ironicamente la Giunta a protestare con i propri referenti politici a Roma. Altre amministrazioni della regione, conclude il PD, sono riuscite a tutelare i residenti trattando con forza con i privati, mentre a Forlì a prevalere sarebbe ancora una volta il silenzio degli amministratori locali.

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