Suicidio assistito in Emilia-Romagna: la presa di posizione contraria di Vincenzo Bongiorno

Fratelli d'Italia Forlì Vincenzo Bongiorno

Continua a far discutere l’approvazione della legge sul suicidio medicalmente assistito, licenziata dal Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna lo scorso 23 luglio grazie al voto favorevole del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle, e contrastata compattamente dai gruppi di centrodestra.

Sul tema è intervenuto con una dura presa di posizione il vicesindaco di Forlì, Vincenzo Bongiorno, contestando la definizione di «passo di civiltà» attribuita al provvedimento dai suoi sostenitori e ponendo l’accento sul modello di società che si intende promuovere.

Secondo Bongiorno, infatti, legittimare il suicidio assistito rischia di far passare il messaggio implicito che il valore di una vita sia condizionato dal mantenimento di determinati livelli di autonomia e benessere, finendo per alterare la percezione della fragilità e far ritenere un’esistenza segnata da malattia o disabilità meno meritevole di altre.

Pur esprimendo profondo rispetto ed empatia per la sofferenza di chi affronta patologie irreversibili e la conseguente disperazione, l’esponente della giunta forlivese sostiene che la risposta adeguata non possa risiedere nell’anticipazione della morte, bensì nel rafforzamento delle relazioni di cura, nel sostegno alle famiglie e nel garantire un accesso effettivo alle cure palliative per azzerare o contenere il dolore fisico.

A supporto della sua tesi, Bongiorno ha citato l’esperienza internazionale ed in particolare le analisi del bioeticista olandese Theo Boer, il quale ha evidenziato come in Olanda la legalizzazione della morte assistita si sia trasformata nel tempo da misura eccezionale a prassi ordinaria; una deriva che, secondo il vicesindaco, dimostra come la vera misura della dignità umana si giochi sulla capacità della comunità di accompagnare e non lasciare mai sola la persona fragile.

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