Tagli al 118? L’Ausl Romagna replica a FdI: “Nessun calo nei soccorsi, standard garantiti”

ambulanza 118

La replica dell’Ausl Romagna alle accuse del centrodestra sulla riorganizzazione dei servizi di emergenza-urgenza non si è fatta attendere. A prendere la parola è il dottor Maurizio Menarini, direttore della Centrale Operativa 118 Romagna Soccorso, che respinge con fermezza la ricostruzione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Luca Pestelli, bollando le critiche come allarmiste e prive di aderenza alla realtà epidemiologica del territorio.

Al centro del chiarimento dell’azienda sanitaria c’è la presenza di quattro mezzi di soccorso gestiti da soli operatori tecnici soccorritori – uno per ciascuna area urbana tra Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini. Secondo Menarini, questa scelta non intacca in alcun modo la tempestività o la qualità del servizio: oltre il 50% delle chiamate inviate al 118 riguarda infatti situazioni a bassa criticità che richiedono unicamente un trasporto protetto verso la struttura sanitaria, funzione per la quale il personale soccorritore, specificamente formato, garantisce un livello di risposta del tutto appropriato.

Il direttore della Centrale Operativa rivendica inoltre la solidità della rete di soccorso avanzato presente in Romagna, ricordando che il rapporto tra mezzi con medico o infermiere e popolazione è di un’ambulanza ogni 22.000 abitanti, a fronte di un parametro ministeriale di riferimento pari a una ogni 60.000. Su un totale di 44 ambulanze operative H24, ben 40 (ovvero oltre il 90%) vedono la presenza di un infermiere a bordo, a cui si sommano nove automediche e il servizio di elisoccorso.

L’Azienda rimarca inoltre l’investimento diretto sul personale tecnico dipendente, concretizzatosi con l’assunzione di 24 autisti-soccorritori e la firma di specifici accordi incentivanti con i sindacati.
La rimodulazione, introdotta in via sperimentale nell’estate 2025 e ora resa strutturale, viene difesa come una scelta razionale basata sui dati di attività e sugli esiti clinici, che vedono la Romagna posizionarsi ai vertici regionali e nazionali per l’efficacia dei soccorsi nelle reali emergenze. Menarini conclude richiamando alla responsabilità politica: alimentare polemiche sul sistema di soccorso rischia unicamente di inasprire gli animi, allontanare i professionisti sanitari e generare ingiustificati timori tra i cittadini.

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