Ieri, in Romagna la terra ha battuto ben due colpi, il secondo, in particolare modo rivolto a chi sottovaluta sempre tutto, per convincere del proprio intento di fare davvero sul serio. È stato un doppio, palese avvertimento, monito quanto le cose, anche politicamente, non vadano affatto bene nella Romagna forlivese e ravennate.
Ha tremato la seggiola sia sotto il posteriore cerchiobottista del centrodestrista sindaco forlivese Zattini che sotto quello dei centrosinistri sindaci di Faenza, Cesena e Russi, non esclusa un po’ di strizza pure alla retroguardia del primo cittadino di Ravenna.
Il terremoto di ieri è stata come una scrollatina alla fuffa di tanta politica romagnola che, magari, s’illumina d’immenso, non certo di genialità neuronale, solo a Natale per restare, poi, terribilmente grigia, opaca nei suoi maneggi per tutto il resto dell’anno.
La scrollatina sismica di ieri è stata, forse, l’ultimatum di una volontà superiore a chi può fare e disfare tutto in terra di Romagna: provate ancora ora a nascondere tutto e voi stessi dietro una foglia di fico, se non vi è bastata la vostra pochezza dinanzi alle trascorse, terribili inondazioni dal Cielo! Dio vede e provvede, sempre di conseguenza.
Franco D’Emilio