A Forlì Vannacci nel segno del vizietto

sede di Futuro Italiano

Futuro Nazionale, novello partitello in proprio del generale Vannacci, ha messo radici, aperto il tesseramento ed ora pure trovato un covo ospitale ai propri arditi “me ne frego” del mondo al contrario che loro, come proclamano, saranno capaci di raddrizzare a dovere. Anche a Forlì in via Caterina Sforza 61, dunque, la sede dei futuristi, così pare debbano chiamarsi i sostenitori del partito generalizio, sicuramente con grande, rivoltante disappunto sepolcrale di Filippo Tommaso Marinetti, riconosciuto fondatore della sola, credibile avanguardia culturale e politica della storia italiana contemporanea.

La guida del manipolo è salda nelle mani dell’avvocato Francesco Minutillo, al momento unico, ufficiale referente a Forlì del generalissimo: perlomeno, una figura, da sempre schiettamente e coerentemente esponente della destra radicale, soprattutto mai voltagabbana e solitamente sempre ragionante a testa intera, mai mezza, a differenza di taluni saltellanti, istrionici guitti della parte circense del centrodestra forlivese. Nella diversità politica, anche contrastante, sono amico di Francesco e questo riconoscimento gli è dovuto, anche fuori dalla condivisione della sua ultima scelta politica.

Vedremo quanto Minutillo seminerà e raccoglierà a Forlì sotto il simbolo di Futuro Nazionale, ma la sfida è aperta, persino con la provocatoria, ma tattica collocazione della sede vannacciana poco distante, anzi vicinissima, quasi confinante con il sexy shop automatico “Il Vizietto”, un nome che, di solito, dice tutto, tanto e apre segreti orizzonti, “de gustibus non disputandum est”. D’ora, in poi, chi colto in via Caterina Sforza sul fatto di una sua possibile “scappatella” dentro il Vizietto, potrà sicuramente scantonare con la scusa di trovarsi lì solo perché alla ricerca della sede di Futuro Italiano.

Al tempo stesso, la casa dei futuristi forlivesi potrà pure proporsi tutrice della maschia potenza italica, lontano dalla mollezza degenerata e perversa di vizi e vizietti.

Franco D’Emilio

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