A Forlì la scelta d’amore di Barbara Severi

Barbara Severi

Ogni parola di questo articolo non la scriverò, voglio invece sospingerla nei pensieri e nel cuore altrui con il soffio di molta commossa ammirazione per una vicenda di tanta umanità, soprattutto esempio di profondo, tenero amor filiale. E’ la storia toccante, davvero particolare di Barbara Severi, qui sorridente in foto, residente a Forlì in prossimità della frazione di Vecchiazzano, purtroppo da poco scomparsa prematuramente a 50 anni per un male inesorabile e sino alla fine amorevolmente ostinata in una scelta di figlia, di donna, ennesima conferma della preziosa sensibilità e spiritualità femminile.

Come ora in diverse testimonianze, fino all’ultimo, estremo momento Barbara ha deciso di nascondere la sua implacabile malattia al padre Giovanni: non solo per non turbarne l’animo di chi già avanti negli anni, ma in particolar modo per non rinnovare nel babbo il dolore, già provato 26 anni fa per la scomparsa della cara moglie, fra l’altro per la stessa patologia, insorta due anni fa nella figlia. Lo stesso male, quindi, quale comune, tragico denominatore della vita di due donne, ma da Barbara la testimonianza preziosa di tanto amor filiale, anteposto e sostenuto caparbiamente rispetto alla propria sofferenza sia fisica che  spirituale, addirittura nella fredda consapevolezza della fine inevitabile e prossima.

Per due anni Barbara Severi ha taciuto il suo male al padre Giovanni per vivere e vivificare ogni momento, ogni ora del suo amor filiale, vero tesoro di affetto e devozione, rispetto e cura verso il genitore. Per due anni Barbara ha nascosto la sua sofferenza per la premura di evitare ulteriore dolore paterno. Certo, l’irreparabile e’ poi tristemente avvenuto e babbo Giovanni ha scoperto la verità nascostagli, eppure sapere che prova d’amore e di vita gli abbia riservato la sua Barbara gli avrà sicuramente lenito il cordoglio e il pianto, inducendolo al sorriso di quale e quanta coraggiosa figlia sia stato genitore.

La storia di Barbara non e’ affatto usuale, banale, anzi la direi emblematica contro la crescente mancanza di rispetto dei ruoli familiari, contro il crescente abbandono degli anziani nelle case di riposo, contro l’idiota violenza giovanile a filo di coltello contro chiunque sia diverso o fragile oppure debole, comprese le persone in età avanzata. E’ una storia che parla al cuore e conforta all’idea che ancora vi sia chi, come Barbara, da’ voce ad un fine nobile: la tutela amorevole dei genitori, dei sentimenti familiari.

Ironia della sorte, tanto esempio di amor filiale sostenuto da una bugia, dolorosamente a fin di bene: sempre imprevedibili le vie della Provvidenza perché uomini e donne decidano la propria vita e scelgano il bene. Resta indimenticabile il sorriso schietto che ha illuminato la scelta coraggiosa di Barbara Severi, tra l’altro segnalarmi pure da un caro amico, ufficiale dell’Arma dei Carabinieri.

Franco D’Emilio

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