Giunge al termine la 14° edizione di Colpi di Scena Biennale di Teatro per Ragazzi e Giovani, la manifestazione organizzata da Accademia Perduta/Romagna Teatri in stretta collaborazione con il Comune di Forlì e la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. Venerdì 26 giugno la rassegna manderà in scena i suoi ultimi, attesissimi atti, regalando al pubblico una mattinata ricca di spunti di riflessione, ironia e intensa commozione.
La programmazione dell’ultima giornata si apre alle ore 10,00 al Teatro Piccolo di Forlì con lo spettacolo “Gli stupidi sogni” di Morgan, interpretato da Rita Castaldo e Matteo Sintucci. Al centro della vicenda c’è Morgan, un pupazzo che vive in un limbo tra realtà e immaginazione, guidato da un unico, bizzarro obiettivo: salvare la televisione italiana. Il suo idolo indiscusso è Padre Gregorio, il protagonista di una longeva fiction televisiva che lo accompagna fin dall’infanzia.
L’inaspettato incidente dell’attore della serie diventa per Morgan l’occasione della vita: sostituirlo e trasformarsi nel nuovo volto del programma. Muovendosi tra parodie televisive, musica, comicità surreale e una cruda sincerità, lo spettacolo gioca su un’altalena emotiva che unisce l’ironia brillante a momenti di profonda malinconia, offrendo un’esperienza capace di divertire e, al tempo stesso, commuovere gli spettatori.
Alle ore 11,30 il testimone passa al Teatro Testori per l’appuntamento conclusivo della Biennale: “Il ragazzo volante“, una produzione firmata da La Baracca Testoni Ragazzi. Lo spettacolo si apre con due narratori che, volgendo lo sguardo al cielo, si interrogano sui confini della normalità. Prende così il via la storia di Bartolomeo Brocchi, un ragazzo nato con una caratteristica decisamente singolare: è immune alla forza di gravità e fluttua nell’aria. Il suo viaggio di crescita si scontrerà con una madre ossessionata dalla normalità a tutti i costi, una sorella che lo desidererebbe ancora più strano, amici imperfetti e maestre illuminate capaci di accogliere le difficoltà con naturalezza.
La vera forza del racconto risiede però nell’intreccio tra finzione e realtà: Maurice, l’attore che impersona Bartolomeo, è nato senza braccia. Le peripezie del protagonista si fondono così con le reali esperienze dell’interprete, svelando la diversità dall’interno e regalando un profondo percorso di evoluzione personale e formazione.
Informazioni utili: i due spettacoli della giornata conclusiva sono aperti gratuitamente al pubblico, fino a esaurimento dei posti disponibili. Per ulteriori dettagli e approfondimenti è possibile consultare il sito ufficiale della manifestazione: www.accademiaperduta.it.