La villa di Fiumana svela un nuovo segreto: ritrovata un’antica chiesa

la chiesa nella villa di Fiumana

È iniziata in questi giorni la quinta campagna di scavo archeologico nell’area della cosiddetta villa romana di Fiumana condotta dall’Università di Parma con una equipe composta da studenti e archeologi sotto la direzione del professor Riccardo Villicich, con gli auspici del Comune di Predappio e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

Le ricerche di questi ultimi anni, riprese dopo alcune campagne di scavo condotte negli anni Sessanta del secolo scorso, hanno individuato i resti di una grande villa a padiglioni databile al V secolo, di cui lo scorso anno è stata portata in luce un’area termale che risulta essere una stratificazione di terme formata da strutture costruite in quattro epoche diverse: età repubblicana, età aurea dell’ impero romano, III secolo d.C. e, infine, V secolo. Un’ipotesi che prende sempre più corpo è che la fase tardo antica della villa sia da collegarsi alla corte imperiale di Ravenna in quell’ epoca dominata dalla figura di Galla Placidia.

Appena ripreso quest’anno il lavoro degli archeologi dalla terra è però spuntata una nuova interessante sorpresa. “In uno scavo effettuato a sud della zona termale – conferma il professor Villicich – abbiamo trovato i resti di una chiesa databile nella sua edificazione tra l’età tardo antica e l’alto medioevo”. Si tratta di un complesso a tre navate largo 18 metri e lungo tra i 36 e i 40 metri, edificato con cura e poi successivamente spogliato di una parte dei materiali di costruzione, del quale sono state ritrovate anche tracce di sotto pavimentazione in cocciopesto sul quale, probabilmente, erano poste lastre di marmo.

“All’esterno e all’interno della chiesa abbiamo trovato sepolture – precisa Villicich – alcune di queste sono di individui adulti, ma molte altre sono di bambini. I resti sono all’esame dei nostri laboratori perché la loro datazione può essere un elemento importante per ricostruire la storia della chiesa, certamente, ma anche dell’intera area della villa”. Effettivamente gli interrogativi sono tanti. Infatti la chiesa potrebbe essere stata costruita quando la grande residenza era stata abbandonata, ma un’altra ipotesi, ovviamente da verificare, è che questa potrebbe essere stato un edificio religioso per il culto utilizzato dai proprietari della grande villa tardo antica.

Un’altra suggestione è quella che la chiesa appena dissepolta potesse essere l’antica pieve di San Lorenzo in Noceto, attualmente una struttura moderna posizionata più a valle. Si tratterebbe quindi dell’ antica San Lorenzo “in notito” citata in un documento dell’XI secolo. Una ulteriore suggestione si collega al fatto che da tempi antichi in questo luogo vi sia stata una chiesa intitolata a San Lorenzo, santo del quale era devota sia Galla Placidia sia il figlio Valentiniano III. Come sottolinea Villicich, “il giovane imperatore ristrutturò la chiesa di San Lorenzo a Roma, mentre alla madre si attribuiscono interventi in quella di Milano e forse non è casuale che nel mausoleo ravennate di Galla Placidia vi sia un mosaico parietale che secondo molti studiosi raffigura proprio il martirio del santo sulla graticola. Tutto questo farebbe pensare ad un reale collegamento tra la villa di Fiumana con le sue pertinenze dedicate al culto con la corte imperiale e con la grande imperatrice“. Solo ipotesi? Certo, ma la ricerca archeologica le verificherà tutte.

Paolo Poponessi

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