Con Futuro Nazionale Vinicio Pala ritrova la destra dura e pura

Vinicio Pala a Futuro Nazionale

Anche a Forlì crescono positivamente le adesioni al nuovo partito Futuro Nazionale, fondato dal generale Roberto Vannacci per recuperare la tradizione e le prospettive politiche della destra italiana, autenticamente tale: dura e pura. Non mi ha affatto sorpreso l’adesione al movimento vannacciano del consigliere comunale Vinicio Pala, qui in foto, al momento del ritiro della tessera d’iscrizione “futurista”, inevitabilmente alla destra dell’avvocato Francesco Minutillo, abile promotore e guida locale, oltre che esponente di rilievo nazionale del nuovo partito.

Dunque, Vinicio Pala ha lasciato Forza Italia, dove, tuttavia, sino al distacco ha dato prova d’impegno serio, sempre attento a leggere le problematiche forlivesi: da parte sua, mai una sbavatura, sempre soltanto tanto garbo e rispetto istituzionale. Sì, nella sostanza un cambio di partito, ma non certamente un opportunistico cambio di casacca: Vinicio Pala, cosa nota a tutti e da lui stesso sempre sottolineata, non condividendo l’appiattimento melonista di Fratelli d’Italia, pur restando strenuamente fedele alla sua storia politica, interamente a sostegno di una destra italiana di forte identità e cultura nazionale, aveva preferito, in mancanza di una destra, a lui congeniale, lavorare politicamente nelle file di Forza Italia.

Vinicio c’ha provato, ma il suo feeling, certamente non una passione, con gli eredi del berlusconismo si è dissolto appena, anche inaspettatamente, la politica ha offerto la possibilità di tornare ad una destra, fortemente connotata da spunti radicali, comunque pragmatici per la soluzione di nostre attuali, gravi problematiche sociali, quali la sicurezza, l’immigrazione, una gestione economica della nazione, più libera da lacci e lacciuoli dell’invadente capitalismo, pure tanto a scapito delle libertà individuali e collettive. Tutti temi cari alla destra sociale e allo stesso Vinicio Pala, sin da giovanissimo militante di destra e, tale, sempre proiettato fedelmente nel futuro.

Vinicio non è affatto razzista, né minimamente sostenitore di egoismi sociali, né incline all’autoritarismo, anche camuffato in discutibili democrature: questo per dire, annoverandolo e conoscendolo bene come amico, quanto la sua adesione a Futuro Nazionale sia avvenuta nella piena consapevolezza di non tradire il personale patrimonio di valori e ideali. Ancora ricordo una trascorsa serata di chiacchiere assieme col pretesto di una pizza, rigorosamente tricolore tra basilico, mozzarella e pomodoro.

Capii subito quanto valesse la pena ascoltare il suo racconto di militante di destra, impegnato ad accogliere e metabolizzare gli insegnamenti di chi gli era stato maestro di pensiero e azione. Contraendo la mascella per nascondere l’emozione, mi disse di aver appreso da Giorgio Almirante la fedeltà alla propria identità politica, da Gianfranco Fini la spinta giovanilista e la ricerca di nuovi orizzonti, da Giuseppe Tatarella il desiderio di modernizzare la destra.

Questo è l’imprinting politico di Vinicio Pala, dunque rivelatosi di difficile convivenza in Forza Italia, come in altra fugace presenza in qualche lista locale. Troppo autenticamente di destra per trovarsi bene nell’area di un centrodestra moderato, perlopiù nella sua azione semplicemente attento calcolatore di pro e contro piuttosto che coraggioso innovatore. Vinicio Pala, finalmente, si è liberato di una camicia fuori dal suo taglio politico, soprattutto col colletto troppo stretto sulla gola per poter dare piena voce al proprio cuore di destra.

Franco D’Emilio

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