Servizi sociali sotto organico e giovani a rischio: l’allarme del M5S

Banchetto Movimento 5 Stelle

«La crescita della criminalità minorile rappresenta una delle emergenze sociali più preoccupanti degli ultimi anni. Per affrontare realmente il problema non basta limitarsi alla cronaca dei singoli episodi o invocare risposte esclusivamente repressive: occorre interrogarsi sulle cause profonde di un fenomeno che coinvolge ragazzi sempre più giovani, talvolta già a partire dagli 11 o 12 anni» è l’analisi del Gruppo Territoriale Movimento 5 Stelle di Forlì.

Secondo il M5S l’aumento del numero di minori in situazioni di disagio e marginalità è anche il segnale di un modello sociale ed economico che produce isolamento, frustrazione e rabbia. Una società orientata prevalentemente al consumo e alla competizione rischia infatti di lasciare indietro le persone più fragili, soprattutto le nuove generazioni.

Per questo il Movimento 5 Stelle propone la costruzione di un nuovo paradigma sociale fondato sulla giustizia sociale e sulla tutela dei diritti fondamentali, dall’educazione alla salute, dall’ambiente all’uguaglianza di genere, fino alla sicurezza alimentare ed energetica.

«La questione della criminalità minorile impone inoltre una riflessione sulle politiche pubbliche adottate finora. Per troppo tempo – secondo il M5S – non si è investito adeguatamente nei servizi alla persona e nelle figure professionali che svolgono un ruolo decisivo nella prevenzione del disagio: educatori, psicologi, psichiatri, insegnanti di sostegno, tutor e operatori socio-assistenziali».

«Nel Comune di Forlì, il sistema dei servizi sociali viene giudicato insufficiente rispetto ai bisogni della popolazione. Organici ridotti, procedure burocratiche complesse e tempi di attesa lunghi rendono difficile intervenire tempestivamente nelle situazioni di fragilità e accompagnare famiglie e minori in percorsi di sostegno efficaci» insistono.

Il Movimento 5 Stelle ritiene inoltre che non sia più possibile delegare quasi esclusivamente al volontariato e all’associazionismo territoriale il compito di fronteggiare un fenomeno tanto complesso e in crescita. È necessario investire nella formazione, creare nuovi posti di lavoro qualificati e garantire condizioni contrattuali e retributive adeguate agli operatori del settore.

«Solo attraverso un rafforzamento dei servizi educativi e sociali sarà possibile contrastare la dispersione scolastica, prevenire la marginalità e ridurre quel disagio che, nei casi più estremi, può trasformarsi in violenza. Costruire una società più giusta significa anche costruire una società più sicura per tutti» concludono i pentastellati.

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