Meno burocrazia e più tutela: la svolta verde del Parco delle Foreste Casentinesi

Campigna Foreste Casentinesi

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna si candida a diventare un laboratorio sperimentale per il nuovo assetto istituzionale dell’Emilia-Romagna. L’obiettivo è superare l’attuale frammentazione delle competenze attraverso la richiesta di una gestione forestale unitaria del demanio regionale situato all’interno dell’area protetta.

L’istanza operativa sarà presentata ufficialmente giovedì 2 luglio alla Rocca delle Caminate di Meldola, durante l’incontro territoriale promosso dal presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Enzo Lattuca. All’appuntamento, inserito nel percorso partecipativo avviato dalla Regione per ridefinire le funzioni degli enti locali, sarà presente anche l’assessore regionale Davide Baruffi.

Con una copertura boschiva che supera l’80% della superficie, in gran parte costituita da aree demaniali, il Parco rappresenta il contesto ideale per testare un modello di governance integrato. Attualmente, la sovrapposizione amministrativa nella gestione dei suoli forestali rallenta l’efficacia delle politiche di conservazione e valorizzazione.

Affidare l’intera area all’Ente Parco permetterebbe invece di eliminare i duplicati funzionali, garantendo processi decisionali più rapidi e un uso più razionale delle risorse. Una regia unica per boschi e pascoli assicurerebbe la coerenza tra le attività agrosilvopastorali e la tutela della biodiversità, offrendo al contempo a cittadini, imprese agricole e operatori locali un interlocutore istituzionale unico, con procedure più semplici e tempi certi.

«Condividiamo pienamente il percorso avviato dalla Regione per ridefinire le funzioni dei diversi livelli istituzionali, superando le duplicazioni e valorizzando la collaborazione» ha commentato la presidente facente funzione del Parco Claudia Mazzoli. «In questo contesto proponiamo il Parco come laboratorio di una gestione forestale unitaria, capace di tradurre le priorità europee della transizione ecologica e della tutela della biodiversità in azioni concrete. Parteciperemo al tavolo con la convinzione che le aree protette abbiano un ruolo strategico nel nuovo assetto regionale. Affidare al Parco la gestione integrata del demanio nei propri confini significa semplificare la governance e valorizzare un patrimonio naturale di straordinario valore, creando un modello di riferimento capace di coniugare sostenibilità e semplificazione amministrativa».

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