Il sipario cala sul Barocco di Forlì: 80 mila visitatori per la mostra dell’anno

Mostra Barocco

Si chiude con un bilancio decisamente positivo “Barocco. Il Gran Teatro delle Idee“, la grande mostra promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì insieme al Comune di Forlì che, dal 21 febbraio al 28 giugno, ha trasformato le sale del Museo Civico San Domenico in uno dei principali poli culturali italiani della stagione. Con oltre 80.000 visitatori e un ampio consenso da parte della critica e degli studiosi, l’esposizione si conferma tra gli appuntamenti artistici più significativi dell’anno, rafforzando ulteriormente il ruolo di Forlì nel panorama delle grandi mostre internazionali.

Diretta da Gianfranco Brunelli e curata da Cristina Acidini, Daniele Benati, Enrico Colle, Andreas Dehmer, Fernando Mazzocca e Francesco Petrucci, la mostra ha raccontato il Barocco andando ben oltre la semplice definizione di stile artistico. Il percorso ha restituito al pubblico l’immagine di un’epoca capace di rivoluzionare il modo di vedere e interpretare il mondo, intrecciando arte, fede, scienza, politica, spettacolo e vita quotidiana.

Dalla Roma dei papi ai grandi temi della meraviglia, della teatralità e dell’illusione, fino ai rapporti tra arte e potere e alle influenze che il linguaggio barocco continua a esercitare sulla contemporaneità, il viaggio proposto dal San Domenico ha mostrato quanto il Seicento sia ancora sorprendentemente vicino al nostro presente. Un’eredità che arriva fino alle opere di Umberto Boccioni, Giorgio de Chirico, Lucio Fontana e Francis Bacon.

A rendere eccezionale il progetto sono state anche le oltre 300 opere provenienti da alcune delle più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali, tra cui i Musei Vaticani, il Museo Nacional del Prado, le Gallerie degli Uffizi, il Museo e Real Bosco di Capodimonte e l’Albertina. Un dialogo internazionale che ha consentito di riunire capolavori di Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini, Caravaggio, Guido Reni, Guercino, Pietro da Cortona, Peter Paul Rubens, Antoon van Dyck e Diego Velázquez.
Importante anche il lavoro svolto sul fronte della conservazione del patrimonio artistico. La mostra ha infatti permesso di realizzare 25 restauri, restituendo al pubblico opere di grande valore nelle migliori condizioni possibili. Tra gli interventi più significativi figurano il recupero della “Testa di Proserpina” di Bernini e quello del “Girasole” di Bartolomeo Bimbi.

L’esposizione ha inoltre confermato la propria dimensione sociale e civile grazie a una rete di collaborazioni che ha coinvolto istituzioni, associazioni e imprese del territorio. Particolarmente significativa la partnership con Mediafriends a sostegno del Progetto Ruth di Caritas Italiana, dedicato ai percorsi di autonomia e sostegno per le donne vittime di violenza economica e familiare.

Grande anche la partecipazione del territorio: oltre 50 associazioni e numerose scuole hanno contribuito alla realizzazione di più di 130 appuntamenti tra incontri, concerti, spettacoli, visite guidate e iniziative divulgative diffuse in tutta la Romagna, trasformando la mostra in un vero progetto culturale condiviso. «Gli 80.000 visitatori, insieme ai numerosi riconoscimenti ricevuti dalla critica e dagli studiosi, rappresentano per noi motivo di grande soddisfazione – ha commentato Gianfranco Brunelli -. Barocco. Il Gran Teatro delle Idee ha dimostrato come la qualità dei progetti culturali e la capacità di creare collaborazioni solide possano generare valore non soltanto per il territorio, ma per l’intero Paese».
Alle sue parole si è unito il presidente della Fondazione, Maurizio Gardini, che ha voluto ringraziare curatori, musei prestatori, partner e collaboratori. Un ringraziamento speciale è stato rivolto infine ai visitatori che, con la loro partecipazione, hanno contribuito a confermare Forlì come una delle capitali italiane delle grandi mostre d’arte.

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