La pubblicazione, la successiva revoca e infine la ripubblicazione delle graduatorie provvisorie relative ai Differenziali Economici di Professionalità (DEP) del personale dell’Ausl Romagna finiscono al centro di un’interrogazione regionale presentata da Fratelli d’Italia. A intervenire è il consigliere regionale Luca Pestelli, che parla di «un episodio che purtroppo non giova alla credibilità dell’Ausl agli occhi dei dipendenti», sottolineando come «trasparenza e affidabilità delle scelte di politica aziendale dovrebbero rappresentare un valore essenziale per l’equilibrio professionale».
Le graduatorie erano state inizialmente pubblicate, quindi ritirate a causa di un errore tecnico nell’algoritmo utilizzato per il calcolo del punteggio relativo all’anzianità di fascia e infine ripubblicate nel giro di pochi giorni. Una vicenda che, secondo il consigliere, avrebbe determinato variazioni anche molto significative nella posizione di numerosi lavoratori, in alcuni casi nell’ordine di centinaia di posti, alimentando dubbi sull’affidabilità dell’intera procedura.
Pestelli annuncia quindi un’interrogazione alla Giunta regionale per fare chiarezza sull’accaduto. «Chiederò quale valutazione politica esprima la Regione, in che modo l’errore abbia inciso sul calcolo delle graduatorie e quali verifiche siano state effettuate per escludere la presenza di ulteriori anomalie», spiega.
L’esponente di Fratelli d’Italia collega inoltre la vicenda ad altri temi riguardanti la gestione dell’azienda sanitaria, ricordando che, come riferito in Assemblea Legislativa dall’assessore Massimo Fabi, la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti avrebbe chiesto chiarimenti alla Regione in merito alla posizione del direttore generale dell’Ausl Romagna, Tiziano Carradori, con riferimento al cumulo tra trattamento pensionistico e retribuzione.
Sulla questione interviene anche Paolo Farneti, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Forlì, che annuncia l’intenzione di portare il caso anche in Consiglio comunale. Secondo Farneti, l’episodio si inserisce in un contesto già difficile per il personale sanitario, chiamato quotidianamente a sostenere turni gravosi, con straordinari che, a suo dire, non sempre vengono adeguatamente riconosciuti e con professionalità non sufficientemente valorizzate.
«L’emorragia di professionisti registrata dall’Ausl Romagna a seguito delle recenti dimissioni di parte del personale sanitario – sostiene Farneti – dovrebbe spingere l’azienda a fidelizzare chi è già in servizio e a migliorare la qualità della vita lavorativa. Vicende come questa vanno invece nella direzione opposta».
I due consiglieri denunciano infine che molti infermieri, tecnici e altri dipendenti dell’Ausl Romagna non beneficerebbero di progressioni economiche da oltre dieci anni. «Invece di valorizzare merito, esperienza e professionalità – concludono – la Direzione Generale tende ormai a limitare le progressioni di carriera del personale».