Anche a Forlì il Movimento 5 Stelle fa sempre la differenza nel volersi distinguere da tutto e da tutti per il suo proposito politico, quasi di afflato missionario, se non addirittura messianico di cambiare tutto, peccato solo a chiacchiere, ma mai concretamente con un’esposizione assennata, logica delle modalità, dei tempi, soprattutto delle priorità attuative. Peccato che questo pentastellato “fare la differenza”, al governo come all’opposizione, non sia volto al meglio, come implicito nel modo di dire, ma perlopiù sia volto alla pochezza di vane affermazioni, se non al peggio di chi perde l’occasione per tacere.
Venerdì scorso, 3 luglio, nella rubrica Noi Forlivesi de Il Resto del Carlino ho letto la proposta “Disagio giovanile, si potenzino i servizi sociali”, illuminante intervento “al lumicino”, quindi inutile di Pierluigi De Carolis, rappresentante del gruppo territoriale M5S di Forlì. Praticamente, soltanto un esercizio di pura retorica, fuori dalla realtà come e in che tempi, soprattutto con quali risorse s’intenda contenere concretamente il crescente disagio giovanile a Forlì: insomma, un intervento soltanto di vago, inconcludente tritume, generalizzato e generico, di cosa, in linea di principio, andrebbe fatto e, invece, non si fa.

Una cosa, sicuramente legittima, è dire che i servizi sociali a Forlì sono molto inefficienti e vanno potenziati contro il disagio giovanile, ma l’enunciazione di un problema non costituisce mai, in nessun modo, una fattiva proposta di soluzione e, nel caso, perciò, di De Carolis si è trattato dell’usuale, rinnovato esercizio demagogico, pure a Forlì, del M5S, abile a sollecitare, esasperare le attese insoddisfatte dei cittadini senza mai proporne una soluzione verificabile, tangibile. Sono d’accordo: servono più educatori, psicologi, psichiatri; serve un diverso modello culturale cittadino; servono più servizi alla persona; serve una rigenerazione urbana, ma la proposta attuativa, almeno abbozzata, qual è nel tanto concionare di De Carolis?
Le sue parole esclusivamente una sterile denuncia del disagio giovanile, problema, da tempo emerso e in crescita nella nostra città. Una denuncia, fra l’altro, esposta da De Carolis sulla scia di uno scontato, pure un po’ patetico pistolotto ideologico-sociologico introduttivo: il numero sempre maggiore di minori allo sbando è una delle conferme del fallimento del sistema iperliberista, basato sull’egoismo e un consumo compulsivo che generano frustrazione e rabbia. Noi del Movimento vogliamo dare vita a un nuovo paradigma … per iniziare a costruire un nuovo modello di società, basato su giustizia sociale e ambientale, energetica, sanitaria, educativa, alimentare e di genere.
Ohibò, non ricordo, ma ho già letto altrove, da qui pure il mio sospetto che il pentastellato denunciante possa rivelarsi opportuno manipolatore del copia e incolla. Certo, non da poco l’originalità pentastellata di voler costruire una società più giusta, quasi che tutte le altre forze politiche non avessero tale finalità nei loro programmi! Suvvia, signori del M5S, meno presunzione, soprattutto meno sproloquio delirante perché un delirio solamente può definirsi, anche nel rispetto etimologico del verbo latino delirare ovvero fuori dal solco, l’intervento di De Carolis, così sconclusionato e impropositivo nel suo dire tribunizio.