Contrastare lo spopolamento delle aree interne abbandonando la logica dell’emergenza per puntare su sviluppo, occupazione e infrastrutture. È questo il senso della nuova misura attualmente in fase di definizione da parte della Regione Emilia-Romagna, annunciata dal presidente Michele De Pascale e dal vicepresidente Vincenzo Colla per incentivare le assunzioni nelle imprese operative nei Comuni montani e nei territori più svantaggiati.
Sull’iniziativa è intervenuta la consigliera regionale del Partito Democratico Valentina Ancarani, sottolineando come la perdita di abitanti non vada interpretata come un mero dato demografico, bensì come una profonda questione di opportunità economiche e sociali. Secondo Ancarani, infatti, la permanenza dei cittadini o l’arrivo di nuovi residenti sono direttamente legati alla presenza di posti di lavoro, servizi efficienti e prospettive di lungo termine.
L’attenzione si focalizza in particolare sul territorio appenninico, dove molte realtà imprenditoriali continuano a investire e innovare pur dovendo farsi carico di costi strutturali e complessità logistiche superiori alla media. In questo contesto, il provvedimento punta ad alleviare il carico economico sulle aziende, rendendo economicamente più vantaggioso assumere e sviluppare progetti in quota.
Un cambio di passo evidenziato dalla stessa consigliera Dem, che loda l’approccio strutturale della Giunta regionale volto a rafforzare l’economia locale anziché limitarsi ad interventi tampone. La sfida prioritaria ora si sposta sulla fase attuativa: per garantire un impatto reale ed efficace sul tessuto produttivo, il futuro bando dovrà distinguersi per semplicità burocratica e facilità di accesso per le realtà aziendali locali. L’obiettivo primario, conclude Ancarani, resta quello di offrire alla montagna strumenti concreti di crescita per consentire ai territori non soltanto di resistere, ma di costruire un futuro sostenibile e competitivo.