Bilancio Forlì: spesa corrente al +25% e tempi record nei pagamenti ai fornitori

bilancio in comune

Un’Amministrazione comunale che spende di più per i servizi ma riduce i propri debiti, velocizza i pagamenti e decide di non ritoccare le tariffe a carico dei cittadini. È questo il quadro emerso durante i lavori della Prima Commissione del Comune di Forlì, dove l’assessore al Bilancio, Vittorio Cicognani, ha illustrato i dettagli della manovra di salvaguardia degli equilibri finanziari dell’ente. Un’operazione che si articola su cinque direttrici strategiche e che delinea una gestione delle casse comunali definita virtuosa e in piena salute, sostenuta anche dal parere favorevole dell’organo dei revisori dei conti.

Il dato di maggior impatto riguarda la spesa corrente, che registra un incremento del 25% passando dai 104 milioni del bilancio previsionale 2025 ai 130 milioni attuali. Questo aumento di risorse si traduce in interventi concreti per la comunità, garantendo maggiore copertura finanziaria per il settore scolastico, le politiche sociali e il welfare, la manutenzione del verde pubblico, il personale e la gestione dei maggiori costi legati all’inflazione e all’aumento dei prezzi.

Sul fronte delle entrate, l’assestamento fa perno sui 700 mila euro di dividendi generati dalla holding Livia Tellus, sul recupero di oltre 446 mila euro di somme residue da vecchie sanzioni stradali, e su ulteriori 400 mila euro derivanti da addizionale Irpef e canone unico, a cui si aggiungeranno circa 11 milioni provenienti dal fondo perequativo di solidarietà comunale.

Accanto all’aumento della capacità di spesa, i numeri evidenziano un sensibile miglioramento nell’efficienza della macchina amministrativa, in particolare sulla gestione dei crediti e dei debiti. I residui attivi, ovvero le somme che il Comune deve ancora incassare, sono scesi drasticamente da 106,3 a 70,5 milioni di euro, grazie a un recupero di oltre 32,3 milioni. Contestualmente, si è ridotto anche il volume dei residui passivi — i debiti a breve termine verso terzi — passati da 49,8 a 20,3 milioni di euro.

Indicatori che testimoniano una spiccata accelerazione della capacità di riscossione dell’ente e una tempestività nei pagamenti che vede oggi il Comune di Forlì saldare le proprie fatture con una media di 18 giorni di anticipo rispetto ai termini fissati dalla legge.

A completare il quadro finanziario vi sono la continua riduzione del debito da mutui e la scelta politica di mantenere invariata la pressione fiscale. Dal 2019 a oggi, infatti, l’Amministrazione non ha apportato alcun aumento alle tariffe dei servizi: una misura che, secondo l’assessore Cicognani, equivale nei fatti a un contenimento del prelievo fiscale sulle famiglie, considerando la forte spinta inflazionistica degli ultimi anni. Un risultato complessivo che l’esponente della giunta ha voluto attribuire al lavoro corale della struttura comunale, rivolgendo un ringraziamento al personale del servizio ragioneria e alla dirigente Maria Pompea Rossini per il gioco di squadra che ha permesso di blindare la tenuta dei conti pubblici.

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