Casa Madiba

Madiba

In questi giorni è in atto uno scontro tra l’amministrazione comunale di Rimini e Casa Madiba, una realtà nata a fine 2013 per dare una risposta concreta all’emergenza abitativa nel Comune. Scontro che mostra quanto sia a volte distante la politica dal territorio che amministra e quanto sia difficile essere considerati per chi da tempo porta avanti progetti alternativi di sviluppo, mutualismo e solidarietà. Casa Madiba è uno spazio di socialità che non ha eguali nel territorio riminese e non solo in quello. Nell’area recuperata in via Dario Campana da 10 anni un vero e proprio laboratorio sociale porta avanti iniziative che ai più, appaiano fuori tempo. E in effetti è proprio così, perché questa realtà unica nel panorama costiero mette in pratica un’idea del mondo visionaria. Forse saranno pure sognatori ma la realtà è che quello che sembra inattuabile, a Casa Madiba diventa possibile.

Nel piazzale antistante, il Comune di Rimini ha deciso di avviare un cantiere per la demolizione di un fabbricato ed insediare un centro di bassissima soglia. Tutto ciò creando gravi disagi e l’impossibilità di continuare le iniziative e le attività che da anni sono svolte dai questi ragazzi. Una decisione politica presa senza confrontarsi prima con chi quel territorio lo ha rigenerato e riportato in vita. Le attività di Casa Madiba sono rivolte soprattutto agli “ultimi”. Iniziative come il Punto di Ascolto Homeless, la Staffetta Solidale e il Guardaroba Solidale sono d’aiuto a chi è ai margini della società. Il Guardaroba Solidale, per esempio, da anni collabora con la Rete delle unità di Strada senza dimora del Comune di Rimini ed i ricavi della vendita del vestiario usato vengono utilizzati per l’acquisto di intimo, prodotti per l’igiene personale o farmaci.

La Staffetta Solidale, attraverso la distribuzione di beni di prima necessità, è stata fondamentale nel periodo Covid per quella fascia della popolazione economicamente più in difficoltà. Sono state 262 le persone che hanno beneficiato di questi aiuti. Un luogo che inoltre ha saputo aggregare giovani con serate musicali o ha offerto i suoi spazi ad alcuni produttori agricoli locali durante i mercoledì de “I custodi del cibo”, serata in cui tra l’altro è attivo un altro progetto unico nel suo genere: la Cucina & Pizzeria sociale Il Varco. Questo progetto ha reinserito nel mondo lavorativo sei lavoratori perlopiù abitanti di Casa Don Andrea Gallo (altra iniziativa attiva all’interno del network di Casa Madiba in cui vengono accolti i senza tetto), ed oggi occupati nel settore della ristorazione. Questo luogo un tempo abbandonato e degradato, grazie a questa associazione è diventato uno spazio di solidarietà ormai necessario. Meriterebbe quindi di essere coinvolto ogniqualvolta si assumono decisioni politiche che riguardano quegli spazi, che oggi invece sono a rischio.

Giorgio Venturi

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